Leatherface e la sua motosega stanno per tornare al cinema

Fonte immagine: widemovie.it
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Leatherface: il gigante con la motosega

Era il 1974 quando Tobe Hooper presentò al mondo l’inquietante Leatherface. Interpretato da Gunnar Hansen, l’omone con la motosega era il villain (cattivo) di Non aprite quella porta (The Texas Chainsaw Massacre), un cult dell’horror. Il gigante entrò a far parte della cultura di massa… e dei nostri incubi.

È stato ampiamente dimostrato che l’uomo adora aver paura. Secondo diversi psicologi, guardare film horror è un must adolescenziale, in quanto aver paura prepara alle difficoltà della vita. Non aprite quella porta ebbe un successo immediato in tutto il mondo, non solo grazie all’altissimo livello di suspense: il personaggio di Leatherface è senza dubbio uno dei villain più riusciti nella storia del cinema horror.

Leatherface
Leatherface nel primo film. Fonte immagine: moviepilot.com

Una saga di successo

Nonostante i sequel non siano considerati all’altezza del primo film, Non aprite quella porta vanta ben sette capitoli. Come ogni capolavoro che si rispetti, la saga di Leatherface presenta diverse incongruenze, e ogni sequel sembra smentire il film precedente. Basti pensare che, nel terzo film, l’assassino ha addirittura una figlia mai menzionata nei capitoli precedenti.

Nel 2003, il remake arrivò nelle sale. Per la prima volta, Leatherface (Thomas Hewitt) ha una sua storia. Egli non uccide per sadismo, ma per vendicarsi di una società che l’ha sempre respinto per via della sua faccia. Thomas ha una malattia della pelle simile alla lebbra, che lo costringe ad indossare maschere: un aspetto mai affrontato nei film precedenti.



Dopo un prequel che raccontava gli eventi che portarono Thomas ad uccidere, nel 2013 uscì Non aprite quella porta 3D. Il film è considerato un sequel diretto dell’originale, quindi ignora le vicende del secondo, terzo e quarto capitolo. L’assassino viene battezzato Jedidiah Sawyer, ripudiando così anche il remake del 2003 e il prequel del 2006.

Un atteso ritorno

Il gigante mascherato armato di motosega sta per tornare nei nostri peggiori incubi. È appena uscito il trailer italiano ufficiale di Leatherface, l’ottavo capitolo della “saga della motosega”. Il film parla delle origini di Jedidiah Sawyer e si discosta notevolmente dalle precedenti pellicole.

Quattro adolescenti violenti, scappati da un ospedale psichiatrico, rapiscono una giovane infermiera e la portano con loro in un viaggio all’inferno inseguiti da un poliziotto altrettanto squilibrato in cerca di vendetta. Uno dei ragazzi è destinato a vivere eventi tragici e una serie di orrori che distruggeranno la sua mente per sempre trasformandolo in un mostro noto come Leatherface (Fonte trama: Wikipedia).

 

Di certo la violenza non mancherà, così come la forte componente psicologica presente negli ultimi film. In più lo spettatore si troverà davanti ad un enigma: chi diventerà Leatherface? Non ci resta che aspettare il 14 settembre, data di uscita in Italia.

Il film sembra smentire la storia di Non aprite quella porta: l’inizio, che vedeva Thomas Hewitt abbandonato alla nascita e cresciuto da una famiglia di sadici assassini. Il nuovo film getta una luce completamente diversa sulla figura del futuro killer.

Dai registi di Inside 

La pellicola è diretta da Alexandre Bustillo e Julien Maury, gli stessi registi di Inside (titolo originale: À l’intérieur), un apprezzato horror francese. La trama è inquietante, e innalza il film a capolavoro dello splatter francese.

Il cast è composto da ottimi attori. Finora sono stati confermati Lili Taylor, Stephen Dorff e Finn Jones. La Taylor ha raggiunto la fama grazie a film come The Conjuring e Maze Runner. Ricordiamo Dorff grazie a film come Somewhere e Blade, che sottolineano la sua poliedricità. Il giovane Finn Jones è conosciuto principalmente per il ruolo di Loras Tyrell in Game of Thrones.

Per scoprire chi tra i quattro ragazzi diventerà Leatherface, dobbiamo attendere il prossimo mese. Le aspettative sono molto alte, soprattutto quelle dei fan, che sperano di non trovarsi davanti ad un flop.
Staremo a vedere.

Veronica Suaria

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