Legge elettorale: oggi si vota la fiducia sui primi due articoli

Alessandro Di Battista invita i cittadini a scendere in piazza a Montecitorio alle 13; Mdp e Sinistra Italiana si riuniranno alle 17,30 in piazza Pantheon per contestare quello che viene considerato un “atto eversivo”

Fonte: Adnkronos
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La fiducia

Il vero scoglio da superare per la legge elettorale è passare alla Camera durante le sessioni di voto di oggi e domani. Porre la fiducia sul cosiddetto Rosatellum 2.0 permette di bypassare gli oltre 100 voti segreti che avrebbero minacciato di affossarlo, se fossero rimasti tali. Perciò l’esecutivo ha accolto la proposta di PD e AP di blindare il testo proprio tramite la fiducia, e ad un passo dall’approvazione del bilancio di fine ottobre.

Nello specifico, la fiducia viene posta sui primi tre articoli della riforma in vista del voto finale di domani sera, che sarebbe stato comunque segreto per regolamento della Camera.

Tra ieri e oggi

Il ministro per il Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, ha posto nell’Aula della Camera la questione di fiducia sulla legge di riforma elettorale dopo che il testo è stato discusso e licenziato dalla commissione Affari Costituzionali. Oggi si votano in segreto i primi due articoli, domani in serata si terrà il voto conclusivo.

 

 

Fonte: LaPresse

Le opposizioni

Questo ha incontrato l’opposizione del Movimento 5 Stelle e di Mdp che invitano alla mobilitazione permanente in piazza fino alla conclusione delle operazioni di voto. Secondo il candidato premier dei cinque stelle Luigi Di Maio “Siamo in piena emergenza democratica”. Affermazione compendiata da quelle del suo collega di partito Alessandro Di Battista che grida all’atto eversivo.

Parole dure anche dal coordinatore nazionale di Mdp Roberto Speranza secondo il quale porre la fiducia “a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere è oltre i limiti della democrazia. Qui – incalza – si sta scherzando col fuoco”. Nonostante i 200 emendamenti presentati da M5S, Mdp e SI il Rosatellum non dovrebbe avere problemi a passare alla Camera e al Senato considerando che, in sede di quest’ultimo, non sono ammessi voti segreti.

 

Alcune considerazioni

Anche se la partita sulla legge elettorale sembra chiusa la vicenda non può (e non deve) essere esente da critiche. Forse la questione poteva essere posta in maniera diversa. Magari in una situazione dove le opposizioni non invochino a gran voce voti segreti, molti dei quali addirittura presenti all’interno delle file della maggioranza.

Tutto questo non fa altro che acuire la grande crisi del sistema di rappresentanza. E ovviamente aumentare il bacino di voti dei partiti anti sistemici che non vedono l’ora di banchettare sugli errori degli altri.

 

 

Giorgio Russo

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