Legge sul Copyright rinviata a settembre: esultano Lega e M5S

Saltata la discussione sulla direttiva Copyright: la legge rischia di non vedere mai la luce

È quanto deciso dal Parlamento Europeo, che, viste le numerose polemiche degli ultimi giorni, si è dichiarato contrario all’avvio delle contrattazioni.

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L’europarlamento ha deciso che i tempi non sono ancora maturi per avviare la discussione sulla nuova legge sul Copyright. Se ne ridiscuterà a settembre.

Una legge che fa discutere ancora prima che partano le consultazioni e le trattative. La proposta per una nuova legge sul Copyright ha diviso e continua a dividere mezza Europa. Eclatante il caso della protesta di Wikipedia, che ha mandato il suo sito in shutdown per tutta la giornata del 3 Luglio. 

A seguito di questa e altre difficoltà, allora, gli europarlamentari hanno deciso di prendersi più tempo, per limare i dettagli e ridefinire le peculiarità di una legge che rivoluzionerà, se approvata, il mondo del web e dell’informazione. 

Copyright

Il rinvio è avvenuto in un’atmosfera carica di tensione e polemiche. Il leader del gruppo di europarlamentari S&D Udo Bullmann ha, addirittura, denunciato minacce di morte verso i propri deputati. E lo stesso presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha avuto modo di esprimersi, preoccupato, sulla questione:

“Il Parlamento Europeo deciderà liberamente la sua posizione in merito alla legge europea sul Copyright con l’obiettivo di proteggere l’interesse di tutti i cittadini. Non bisogna intervenire con il lavoro del Parlamento e non si devono diffondere affermazioni false e demagogiche”.

La stoccata finale sembra rivolta al ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che nei giorni scorsi aveva definito la legge come “un grave pericolo” che rischia di “mettere il bavaglio alla rete”.

GLI ARTICOLI INCRIMINATI

Due, in particolare, gli articoli criticati dagli oppositori. L’articolo 11, che prevede il diritto, per gli editori, di ricevere una giusta retribuzione dall’utilizzo digitale delle loro pubblicazioni da parte del provider di informazioni. E l’articolo 13, che impone di “siglare dei contratti di licenza con i proprietari dei diritti, a meno che questi non abbiano intenzione di garantire una licenza o non sia possibile stipularne”. 

LE REAZIONI

Entusiastiche, dunque, le reazioni di Lega e M5S alla notizia del rinvio. Le due gambe del governo sono, infatti, da sempre contrarie alla proposta di riforma della legislazione sul Copyright. Anche il ministro dell’Interno Salvini ha dedicato un tweet alla vicenda: “Bavaglio alla rete e a Facebook respinto ora a Strasburgo, anche grazie al no della Lega: non ci fermeranno!”.

La decisione sul futuro della legge sul Copyright viene, dunque, rimandata a settembre. È molto probabile, però, che l’estate la renda irriconoscibile. Si prevede che una lunga serie di emendamenti ne vada a modificare profondamente lo spirito. Le imminenti elezioni europee, inoltre, che vedranno quasi certamente una maggioranza del tutto diversa da quella attuale, fanno prevedere una scontata declinazione di ogni discussione sul tema. Il travaglio della legge sul Copyright, quindi, è terminato oggi. 

Giorgio Garzaniti 

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