Legge sullo spionaggio in Svezia: a rischio la libertà di stampa

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Con un nuovo provvedimento, la Svezia implementa la legge sullo spionaggio. Associazioni ed esperti in allerta per la libertà di stampa

Legge sullo spionaggio in Svezia: cosa prevede

Con 270 voti favorevoli e 37 contro, il Parlamento svedese ha approvato una riforma costituzionale che amplia la legge sullo spionaggio.
Il rischio è che agisca  come deterrente verso media e giornalisti indipendenti.

In particolare, questa legge permette all’Agenzia di sicurezza svedese di indagare giornalisti, editori e informatori che rivelino informazioni che “potrebbero danneggiare le relazioni della Svezia con un altro Stato o un’organizzazione internazionale“.
La condanna potrebbe arrivare fino a quattro anni di reclusione.

Come ha spiegato l’Associazione dei giornalisti in Svezia, a partire dal prossimo 1 gennaio:

Chiunque promuova, lasci o divulghi informazioni coperte dalla disposizione sullo spionaggio straniero può essere condannato per posizione non autorizzata con informazioni segrete. Ciò significa che le situazioni in cui un giornalista può essere condannato sono ampliate

Secondo le disposizioni sullo spionaggio, questo include “informazioni segrete che si verificano nell’ambito di una collaborazione con un altro Stato o un’organizzazione internazionale o in un’organizzazione internazionale di cui la Svezia è membro“.

Si tratta, quindi, di informazioni che appaiano nel quadro di una collaborazione in cui la Svezia è inclusa.
In questo senso, la legge mira a garantire al governo un maggiore controllo sulle fughe di notizie relative alle relazioni con NATO, UE e ONU.

I rischi per la libertà di stampa

L’approvazione della legge sullo spionaggio in Svezia ha generato un forte dibattito all’interno del Parlamento.
A schierarsi contro la legge sono il Partito di Sinistra e il Partito dei Verdi.
Come sostiene la deputata di sinistra Jessica Wetterling, la riforma apre un “vaso di Pandora“, ponendo gravi restrizioni alla libertà di stampa.

Questo genererà un’enorme incertezza su ciò che può essere pubblicato e le persone finiranno per censurarsi e non oseranno denunciarlo





Il Primo Ministro conservatore, Ulf Krsitersson, difende invece il provvedimento.

È esplicitamente stabilito nella legge che non si tratta di limitare il lavoro dei giornalisti, ma di una volontà espressa di danneggiare gli interessi della Svezia con altri Paesi e organizzazioni.
Ci è stato fatto notare per molto tempo che c’è una lacuna nella legge svedese che ci rende difficile lavorare, insieme ad altri Paesi, nelle operazioni internazionali

Nel frattempo, diverse associazioni per libertà di stampa e dei media hanno lanciato l’allerta.
In una lettera congiunta dei lavoratori dei media svedesi, questi esprimono preoccupazione per il loro lavoro.

Questa legge rischia di avere un effetto inibitorio sugli informatori e su altre fonti importanti per i giornalisti investigativi.
Può anche avere enormi conseguenze per riferire sulla partecipazione della Svezia a organizzazioni internazionali come l’ONU e la NATO

Johanne Hildebrandt, corrispondente di guerra svedese, ha espresso preoccupazione anche in merito alla copertura mediatica dei conflitti.

Il cambiamento potrebbe rendere impossibile il reportage di guerra dal campo. Se seguo le truppe svedesi e vedo gli Stati Uniti bombardare un villaggio in modo che i civili muoiano, il mio reportage potrebbe essere criminalizzato perché danneggia le relazioni della Svezia con gli Stati Uniti.

 

È già abbastanza difficile riferire dalle zone di guerra. La legge porterebbe a una diminuzione dell’intuizione. Chi decide cosa potrebbe danneggiare le relazioni della Svezia? Ufficiali e soldati diranno no ai giornalisti per paura di commettere un errore

Come spiega Nils Funcke, esperto di libertà di stampa, media e giornalisti potrebbero evitare la condanna nel caso in cui la pubblicazione fosse “giustificabile“.
Tuttavia, la valutazione sarebbe a discrezione del giudice.

Giulia Calvani

 

Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *