Lesioni morali (moral injury): il conto degli operatori sanitari

Come i veterani di guerra così gli operatori sanitari subiscono lesioni morali

Gli operatori sanitari di tutto il mondo stanno subendo lesioni morali per Covid19Era il 12 marzo del 2020 quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò il passaggio da epidemia di Covid19 a pandemia globale. Poco più di un anno fa il nostro paese era da poco entrato in lockdown e maree di italiani si catapultavano nei supermercati più vicini alle loro dimore un po’ per uscire di casa, un po’ per un bisogno ingiustificato di fare scorte di viveri per la chiusura totale. Mentre noialtri ce ne stavamo in fila per ore fuori dai supermarket a un metro di distanza, negli ospedali di tutto il mondo, centinaia di migliaia di medici e operatori sanitari portavano sulle spalle il fardello delle nostre vite in pericolo.

Come il Covid19 ha cambiato le nostre vite

Con il tasso di mortalità più alto in Italia dopo la seconda guerra mondiale il Covid19 ha rivoluzionato completamente la vita di tutti i giorni comportando danni imponenti non solo a livello fisico e in modo diretto. I danni psicologici derivanti da questa pandemia sono molteplici e colpiscono la maggior parte di noi. In particolare gli operatori sanitari, secondo alcuni studi inglesi e statunitensi, subiscono lesioni morali per Covid19. 

Lesione morale: cos’è ?

La lesione morale (moral injury) è il profondo disagio psicologico che scaturisce da quelle azioni -o dalla mancanza di esse- che violano il proprio codice etico morale profondamente radicato. Non si tratta di una patologia e non rientra nelle malattie mentali eppure è molto vicina al disturbo da stress post-traumatico. Colpisce spesso veterani di guerra, militari e giornalisti e oggi, anche moltissimi operatori sanitari.

Come le lesioni morali colpiscono gli operatori sanitari

Questo è causato dalla mancanza di risorse e da un sistema sanitario poco stabile e non preparato a una pandemia come quella che stiamo vivendo. I medici e gli operatori sanitari spesso si trovano a dover scegliere tra due o più pazienti che hanno necessità di respirare artificialmente ma questa scelta, tra due vite, non è affatto facile né scontata. Non solo la scelta ma anche la sensazione di tradimento e abbandono da parte dello Stato è causa di lesione morale per Covid19. Spesso le persone che subiscono questo tipo di lesione hanno difficoltà a tornare in prima linea nel soccorso dei malati e si sentono in difetto rispetto all’immensa mole di lavoro da gestire. Ci sono troppi malati e pochi posti in ospedale: qualcuno deve fare delle scelte per riuscire a salvare più vite possibile, lasciando da parte il proprio valore etico.

Reazioni comuni alle lesioni morali

A seguito della lesione morale le reazioni tipiche sono : pensieri negativi, isolamento, abuso di alcol e forte senso di colpa. Il senso di colpa apportato da lesione morale spesso porta chi lo sperimenta a tentare di riparare questa “colpa” facendo volontariato o attività che possano in qualche modo redimere. Ancora, per sopravvivere al dolore provocato dal senso di colpa si ricerca un significato all’accaduto ma non si comunica con nessuno l’evento traumatico che viene associato a qualcosa di vergognoso che quindi va tenuto segreto.

Conseguenze delle lesioni morali e analogie con PTSD

Al contrario del disturbo da stress post-traumatico (PTSD) che può derivare anche dalla percezione di pericolo le lesioni morali non scaturiscono da questo fattore ma solo dal conflitto interiore causato dal dover scegliere tra azioni (o non azioni) che vanno contro i propri valori etico-morali. Nonostante questo le lesioni morali sono strettamente collegate al disturbo da stress post-traumatico e alle sue conseguenze: depressione e suicidio. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’ISTAT i suicidi in Italia sono circa 4.000 all’anno (2015) ma ad oggi con buona probabilità stanno aumentando e si stanno studiando le correlazioni tra Covid19 e suicidio.

Chi si prende cura di chi si prende cura di noi ?

Gli operatori sanitari sono visti come degli eroi e vengono idolatrati da tutto il paese per il loro indispensabile e continuo lavoro, si prendono cura di tutti noi con costanza e sacrificio ma chi è che si prende cura di loro ? Migliaia di medici, infermieri e operatori sanitari in questo momento in Italia stanno perdendo il sonno, sentendosi traditi e abbandonati da uno Stato che non gli ha fornito le risorse necessarie non solo per curare i pazienti ma spesso anche per per tenere al sicuro e curare loro stessi. 

Gli eroi non sono nella dimensione dell’umano

Sono eroi ai nostri occhi perché si fanno carico del nostro dolore e delle nostre vite eppure anche loro sono umani, sono persone che provano il nostro stesso dolore e rischiano la vita anche più di noi. Questo magari può renderli degli eroi o magari è solo il loro lavoro e non sono eroi ma persone che hanno bisogno di aiuto quanto gli altri e che più di tutti sentono il peso di questa pandemia e lo portano sulle spalle ogni giorno. La salute mentale conta molto più di quanto ci piaccia pensare, non siamo tutti “forti” e nell’essere fragili non c’è nulla di male. A che serve chiamare gli operatori sanitari “eroi”, mettendoli su un piano privo di umanità, quando subiscono lesioni morali  nessuno li aiuta veramente ?

Virginia Maggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *