Liberi di essere contrari all’aborto?

«Noi siamo contrari all’aborto in ogni sua forma». Da uno scherzo ad una gaffe, fino a creare una discussione che affolla e divide il mondo social e non solo. Lunedì è andato in onda, come di consueto, il Grande Fratello Vip e durante la trasmissione il conduttore, Alfonso Signorini, ha pronunciato queste parole scatenando il putiferio. Selvaggia Lucarelli tuona sul conduttore «caro Alfonso Signorini, non so a nome di chi credi di parlare, ma NOI abbiamo votato a favore dell’aborto con un referendum che ha la mia età, quindi fammi questo favore: parla per te e per il tuo corpo, visto che non rappresenti né il paese né il corpo delle donne». A difesa di Signorini interviene invece Giorgia Meloni «la mia solidarietà ad Alfonso Signorini: in democrazia non può esistere un pensiero unico. Fatevene una ragione».

Storicamente, è vero che dopo i quattro referendum del 1981, l’Italia ha votato per mantenere intatta la legge del 1978 che dichiarava l’aborto non più illegale, ma libero e volontario…su questo non vi è dubbio. Le due posizioni che si sono create in questa discussioni mettono: da una parte la discriminazione verso la libertà, sancita democraticamente da un voto, di poter interrompere la gravidanza e dall’altra la libertà di espressione, sancita democraticamente dalla nostra costituzione, riguardo una determinata questione. Uno stallo senza fine. I contrari all’aborto in Italia sono tanti quanti i favorevoli forse. Il nostro Paese non si è mai distinto per uno spiccato spirito radicale, anzi è caratterizzato storicamente da un forte sentimento cristiano-conservatore. Non è considerata in nessuna ipotesi l’idea di poter “ritoccare” la norma vigente in merito, ma nel contesto odierno, ipotizzando un nuovo voto, il risultato cambierebbe?

Per quanto riguarda i diritti civili, in generale, qualche passo l’Italia l’ha fatto ma bisogna farne ancora tanti altri. La tendenza attuale è quella di strumentalizzare le varie tematiche cadendo sempre in un incessante manicheismo che crea la fazione del “buono” e quella del “cattivo”, distogliendo l’attenzione dal mero merito delle questioni e dei temi. Insomma, qualsiasi tipo di discussione fa sempre bene alla società, ma bisogna tenere in considerazione che quando si affrontano determinati temi, come l’aborto, dietro una nostra dichiarazione, superficiale o meno che sia, c’è sempre una persona che sarà coinvolta in maniera attiva con la sua esperienza che si porta dietro. Discutere ed esprimersi si, ma sempre rispettando le storie personali di ognuno e tenendo presente le fragilità di tutti. La libertà di espressione non è una giustificazione, ma una grande responsabilità verso gli altri.

Francesco Villì

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