L’ignoranza social: un altro virus di cui dovremmo avere paura

Quando persino la morte non è in grado di frenare l’incoscienza e l’ignoranza dell’essere umano, viene quasi da chiedersi quale sia esattamente il confine che separa l’essere un imbecille dall’essere un criminale.

Colui che non riesce nemmeno a distinguere la cosa giusta da quella sbagliata, la bravata dal comportamento criminoso, lo scherzo di buon gusto dall’atteggiamento riprovevole, a parer mio, non merita alcuna giustificazione.

Come il venticinquenne che, nei giorni scorsi, ha reso pubblico un video in cui sputava sulla frutta all’interno di un supermercato nel Casertano. Questo comportamento non è solo di cattivo gusto, ma evidenzia una condotta volontaria posta in essere da un soggetto che approfitta della situazione di caos e di paura, innescata dal Covid-19, per pavoneggiarsi su un social network.

Francesco Emilio Borrelli, Consigliere regionale della Campania, scrive:

L’imbecillità sta raggiungendo limiti mai neanche pensati prima, il cattivo utilizzo dei social e la mania di voler essere protagonisti sta aiutando in tal senso. L’idiota che compie questo gesto che vediamo nel video, sputa sulla frutta con il sorriso stampato sul volto, crede forse di essere divertente invece è un incosciente ed un criminale, in un momento come questo cospargere saliva e liquidi corporei è estremamente pericoloso, farlo volontariamente equivale ad attentare alla vita altrui. Abbiamo segnalato il video alle autorità in modo che questo individuo possa essere denunciato e punito in maniera severa.

L’autore del video è stato raggiunto successivamente dagli agenti della sezione “Falchi” della squadra mobile che lo hanno condotto presso la Questura di Caserta, dove è stato denunciato.

Questo, purtroppo, non è l’unico caso a dimostrazione di come l’ignoranza dilaghi sui social network.

Recentemente un uomo si è filmato in diretta Facebook, a bordo della sua auto, mentre incitava gli utenti a suon di #ioesco:

Sfido chiunque di voi a trovarmi un morto di Coronavirus, non ce n’è uno! E allora sto a casa perché? Per far uccidere l’economia di questo paese?-e continua-Io da adesso fondo il movimento IO ESCO . Io esco e prendo le precauzioni, queste avrebbero dovuto essere le misure di un qualcuno sensato…

Il video in questione ha ricevuto più di settemila condivisioni ed oltre novemila commenti, molti dei quali, di incoraggiamento.




Questo dimostra come l’ignoranza e la cattiva informazione riescano a propagarsi ad una velocità spaventosa col rischio di emulazione da parte dei più giovani.

Ci sono ancora tantissime persone che continuano ad infrangere la legge senza rendersi conto che le proprie azioni avranno un impatto sulla collettività.

Oltre ai tantissimi episodi di violenza e di maleducazione sono state moltissime le persone fuggite dalla quarantena verso il sud d’Italia. Sono aumentati i video postati su Instagram in cui la gente grida al “complotto” o si ritrova ad inveire contro i passanti a suon di “Tornatene a casa!” 

Insomma prima eravamo tutti dottori invece adesso siamo diventati membri delle Forze dell’Ordine armati di telefoni fino all’ultimo Giga.

Si è persino arrivati ad insultare gli uomini e le donne che in questo momento stanno lavorando per cercare di offrire assistenza al pubblico: dalle cassiere ai farmacisti, dagli impiegati agli operai, dal personale medico agli psicologi.

Oggi più che mai dovremmo evitare di parlare a vanvera e smetterla di scaricare la nostra frustrazione nei confronti del prossimo, perché quando si compiono questi gesti non ci si può definire umani, ma bestie. 

Dovremmo iniziare tutti a farci un esame di coscienza, per tutte le persone che hanno perso la vita, per coloro che non possono vedere i propri cari e per tutti quei professionisti che stanno lottando in prima linea per salvare più vite possibili.

Quello sputo, quel video, quella “bravata”, che così provate a giustificare, può compromettere la vostra vita e quella di milioni di persone.

L’ignoranza del singolo non può essere compatita o scusata, ma deve essere combattuta!

Oltre 43mila cittadini sono stati denunciati e molti altri rischiano la galera per aver favorito il propagarsi dell’epidemia di Coronavirus.

Forse noi tutti dovremmo iniziare a sottostare alle regole ed evitare di sentirci costantemente in dovere di esprimere un’opinione che ha il solo scopo di ottenere like e consensi virtuali.

Impariamo a praticare l’arte del silenzio, perché se non ci fermiamo oggi, domani sarà troppo tardi.

 

Silvia Morreale

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