Verso il riconoscimento giuridico ufficiale delle lingue indigene: il Messico dice sì

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Il governo messicano è quasi giunto alla totale approvazione delle lingue indigene. Esse avranno la stessa validità in termini di legge dello spagnolo e saranno finalmente definite lingue nazionali. Il documento afferma che queste fanno parte del patrimonio culturale della nazione. Lo Stato promuoverà la loro conservazione, studio, diffusione, sviluppo e utilizzo. Inoltre, sarà incoraggiata una politica multilingue. In modo da alternare le lingue indigene con lo spagnolo in tutti gli spazi pubblici e privati.

Lo scorso 18 novembre la Camera dei Deputati ha approvato il documento che riconoscerebbe le lingue indigene in termini di legge. La riforma ora passerà al Senato. Se quest’ultimo voterà a favore le lingue indigene saranno definitivamente riconosciute nel paese.

La riforma

L’obiettivo è modificare il secondo articolo della Costituzione Messicana. La riforma mira all’aggiunta di un paragrafo.

“ Lo Stato riconosce come lingue nazionali le 68 lingue indigene e lo spagnolo, che avranno la stessa validità. Lo Stato proteggerà e promuoverà la conservazione, l’uso e lo sviluppo delle lingue indigene nazionali. Inoltre, lo Stato promuoverà una politica linguistica multilingue, per la quale le lingue indigene si alternino allo stesso modo allo spagnolo in tutti gli spazi pubblici e privati. ”

La Legge Generale dei Diritti Linguistici dei Popoli Indigeni

Nel 2003 è stata pubblicata la Legge Generale dei Diritti Linguistici dei Popoli Indigeni. Questa legge riconosce i diritti individuali e collettivi delle persone appartenenti ai sessantotto gruppi linguistici in Messico. Essa ha posto sullo stesso piano la lingua spagnola e le lingue indigene. Alcuni politici credono che questa legge sancisse già la parità delle lingue. Altri pensano che non fosse ancora abbastanza. Per questo si vuole la modifica.



Non solo spagnolo

In Messico non esiste una sola lingua. Il paese ha una varietà linguistica immensa. Esistono 68 lingue indigene. Ci sono circa 6 milioni di persone che parlano una lingua diversa dallo spagnolo. Le più parlate sono la Nahuatl e il Maya. Il Messico è lo Stato americano che comprende entro i propri confini il numero più elevato di popolazioni indigene. Moltissime delle lingue originarie, inoltre, sono andate perdute negli anni. Alcune sono scomparse per la divisione di un popolo, altre a causa della morte di tutti coloro che le parlavano.

Stato messicano e popoli indigeni: una realtà contraddittoria

Molte scelte politiche sono pensate per difendere le popolazioni indigene, ma esistono delle contraddizioni. Basti pensare al partito politico Morena (Movimento Rigenerazione Nazionale). Esso è il promotore dell’iniziativa, ma è anche lo stesso che negli ultimi anni ha sostenuto la riduzione del 50% del budget dell’Istituto Nazionale del Popolo Indigeno. Ha inoltre eliminato la Casa de la Mujer Indigena, programma che proteggeva le donne che avevano ricevuto abusi.

Non mancano le iniziative

Nonostante le discriminazioni a cui possono andare incontro i membri dei diversi popoli indigeni, esistono progetti che nascono per promuovere la loro cultura. Un magnifico esempio è l’iniziativa 68 voci 68 cuori, ideata dalla società di produzione Combo. Lo scopo è far conoscere queste lingue. Sono una serie di racconti animati, ognuno doppiato con una lingua diversa. Comunicano orgoglio, senso di appartenenza e amore verso le culture indigene.

Se parliamo di lingua..

È incredibile quanto siamo legati alle parole e anche a quello che le parole richiamano alla nostra memoria quando vengono evocate. Quando sentiamo la parola “indigeno” ci vengono subito in mente individui che abitano luoghi lontani, che vestono abiti inusuali, che, insomma, non potremmo mai vedere passeggiando per la nostra città. Ci viene in mente una ragazza con lunghi capelli neri e carnagione scura, col seno scoperto e imponenti collane che le cingono il collo. Ma il significato è più vicino a noi di quanto pensiamo. La parola viene dal latino indigena, dal tema del verbo gignere, ‘generare’, col prefisso indu-, variante arcaica di in-, ‘dentro’. Un indigeno è un nativo, un abitante del luogo. Se conoscete la storia genealogica della vostra famiglia e potete dire con certezza di essere originari di una zona, allora anche voi potete essere definiti “indigeni”.

Ginevra Dinami

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