Overdose di liquirizia provoca pressione alta e seri disturbi cardiaci

Un eccesso di liquirizia fa male soprattutto agli over 40

Un eccesso di liquirizia  può provocare problemi cardiovascolari per la presenza di glicirrizina  (il principio attivo della liquirizia). Le persone maggiormente a  rischio sono  gli over 40.

L’ Fda (Food and Drug administration), ente governativo statunitense che regolamenta i prodotti farmaceutici e alimentari, avverte che una quantità di 57 grammi al giorno per 14 giorni conduce a un serio rischio di ricovero ospedaliero.

Le confezioni di pastiglie di succo di liquirizia puro pesano all’incirca 15-50 grammi. Dosi simili comportano un’ elevata diminuzione dei livelli di potassio procurando disturbi cardiaci anche seri.

 Perché un eccesso di liquirizia fa male al cuore?

La glicirrizina abbassa i livelli di potassio nel sangue. Quando si verifica ciò alcune persone presentano ritmi cardiaci anormali, insufficienza cardiaca, pressione alta e letargia.




Linda Katz, esperta dell’ Fda afferma:

 “Lo scorso anno l’agenzia ha ricevuto un report su un appassionato di liquirizia che ha avuto problemi medici dopo l’assunzione. E diverse riviste scientifiche hanno legato questo alimento a problemi di salute sopra i 40 anni, soprattutto in chi ha già precedenti di problemi al cuore o pressione alta. I livelli di potassio comunque tornano normali in breve tempo quando si termina l’assunzione“.

 

Secondo uno studio pubblicato sull’ American Journal of Epidemiology, la glicirrizina  favorisce la probabilità di disordini cognitivi e comportamentali nei bambini le cui madri ne hanno consumato in grande quantità durante la gestazione.

Secondo Seckl e Katri Räikkönen, del dipartimento di psicologia dell’Università di Helsinki, la glicirrizina può provocare danni alla placenta, permettendo il passaggio di alcuni ormoni correlati allo stress e prodotti dall’organismo della madre.

In commercio ci sono varietà  private della glicirrizina

Numerosi prodotti commerciali alla liquirizia contengono in realtà l’olio di anice, che presenta il medesimo sapore e, inoltre,  ne esistono numerose  varietà  senza glicirrizina.

Alessia Cesarano

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