Lirica: un’eccellenza italiana a rischio. La categoria chiede risposte

Dal palco della Traviata a Torino parte il grido di allarme delle maestranze della lirica

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L’appello disperato è stato lanciato da un orchestrale del Regio Teatro di Torino a nome di tutto il mondo della lirica.

L’occasione è stata quella della prima della Traviata, la nota opera di Giuseppe Verdi, in scena in questi giorni con la direzione di Donato Renzetti e la regia di Henning Brockhaus.




A rischio un’eccellenza italiana che si tramanda da secoli

La rivendicazione partita da uno dei teatri italiani più rilevanti nel panorama europeo ed internazionale ha un valore altamente simbolico. Si tratta infatti di un vero e proprio monumento alla musica e all’arte che dal 1740 ospita ininterrottamente i più grandi artisti del mondo della lirica.

Il rischio denunciato è quello della precarizzazione selvaggia dei lavoratori del settore.

Il precariato rappresenta in generale una grave falla del mondo del lavoro, ma in un settore così particolare diventa ancora più allarmante. Stiamo parlando delle Fondazioni Lirico Sinfoniche, contraddistinte dalle eccellenze del mondo della musica.

Non è certo la prima volta che i sindacati di categoria tentano di sollevare l’attenzione sul problema.

Nei primi giorni di novembre si è svolto un sit-in davanti al dicastero dei Beni Culturali con l’obiettivo di presentare al Ministro Bonisoli la criticità della situazione.

Sono 14 infatti le Fondazioni, realtà un tempo solidissime, che oggi non riescono ad abbattere il loro debito di 400 milioni di euro, nonostante questi enti abbiano un contratto firmato dal 2014 che però non è stato ancora validato dai ministeri competenti.

Una condizione di incertezza dunque che stanno pagando in primis i lavoratori del settore con l’erosione dei salari, la perdita di posti di lavoro e la quasi scomparsa dei corpi di ballo e che conseguentemente rischia di compromettere la qualità delle opere rappresentate.

La denuncia dei sindacati di categoria

La richiesta del settore è quella di far sì che le Fondazioni tornino a essere enti lirici. E’ evidente, a detta dei rappresentanti della categoria, che la gestione privata sia stata fallimentare. Negli obiettivi dei sindacati vi è dunque il ritorno ad una centralizzazione pubblica del mondo della lirica.

Come risponderà il Governo a questo appello? A febbraio 2018, a fine della precedente legislatura, si parlava di un aumento cospicuo di fondi per i beni culturali di cui avrebbe beneficiato anche il settore della lirica.

E oggi? Il nuovo esecutivo sarà in grado di dare risposte adeguate per salvaguardare un settore che da secoli rende l’Italia grande e prestigiosa nel mondo intero?

Federica Nobilio

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