L’Italia sceglie il rigore della Germania. Solo a parole però

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Federico Feliziani ultima voce

Di Federico Feliziani


L’avvicinarsi delle feste ha tenuto sotto pressione il governo resosi conto di quanto fosse tiepido il dpcm Natale approvato solo due settimane fa.
Un dato che sicuramente ha fatto riflettere il governo sono stati i troppi assembramenti durante lo scorso weekend. Oltre a questo c’è la non decrescita della curva dei contagi e l’elevatissimo numero di decessi per Covid.
Tutto ciò preoccupa il Comitato tecnico scientifico che, in vista dell’inizio della campagna vaccinale a gennaio, ha inviato una relazione al governo per invitarlo ad assumere restrizioni in vista dei giorni di festa fra Natale e Capodanno.

Volendo forse imitare il rigore della Germania il governo italiano ha varato un decreto legge maggiormente restrittivo che però lungi dall’assomigliare al lockdown tedesco. Il primo punto a porre qualche dubbio è la zona rossa limitata ai giorni festivi e prefestivi facendo finta di non sapere che così facendo si dà il via a esodi di massa. Questo fine settimana ad esempio non viene minimamente considerato dal decreto e, come sappiamo invece, ci sono già treni e aerei pieni seppur viaggino a capienza dimezzata. Ma poi avremo il giorno noto come l’antivigilia escluso da qualunque restrizione.

Ci sono inoltre altri dettagli che fanno pensare a come la bilancia del governo abbia emesso un verdetto non proprio in linea con il tono utilizzato dal Presidente Conte in conferenza stampa.
Ad esempio, benché dal 24 dicembre scatti la zona rossa, sarà consentito ospitare in casa due persone oltre al nucleo convivente. Senza nessun cenno al divieto di cumulo. In punta di diritto infatti a due a due, partendo da domicili diversi, è possibile confluire nello stesso indirizzo di destinazione. E poiché lo Stato non ha il diritto di controllare all’interno delle abitazioni, è immaginabile come qualche fine giurista organizzi ugualmente pranzi affollati. Basti solo pensare che nelle scorse due settimane, con il dcpm Natale in vigore, qualcuno ha utilizzato immobili professionali come luoghi per cene gabbando così il limite dei commensali.

Le stranezze non sono ancora finite. Nel computo dei due ospiti che sarà possibile avere durante i giorni festivi sono esclusi i minori di 14 anni. Proprio la fascia di età ancora in classe in presenza. Su questo alcuni epidemiologi hanno fatto notare come, se è vero che il Covid nei bambini attecchisca più difficilmente, non è lo stesso per gli adolescenti che oltretutto hanno più occasioni di contagio considerata la loro indipendenza.

Facendo combaciare i diversi aspetti di questo decreto spunta l’impressione di una scarsa attinenza ai consigli del Comitato tecnico-scientifico. Sembra prevalere più l’approccio politico a discapito di quello tecnico. Se poi si considera come il consiglio dei ministri sia diviso su due linee d’azione fra “rigoristi” e “aperturisti”, è probabile come i documenti degli esperti vengano scartati con il suono della campanella che segnala l’inizio delle sedute del Consiglio dei Ministri.

Poi c’è un altro dubbio, forse più importante e urgente. Se pochi giorni fa è stata ribadita l’importanza di arrivare alla campagna vaccinale con il contagio ridotto al minimo, vale davvero la pena scrivere le misure con lo spirito natalizio?

Se l’azione della cancelliera Merkel ci ha fatto riflettere, sarebbe stato forse meglio farlo fino in fondo trattenendoci per una volta dall’italianizzare i modelli di altri Paesi.

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