Li Wenliang, il medico-eroe riceve il titolo di “martire”

La provincia dell'Hubei riconosce a Lin Wenliang il titolo di "martire", in seguito alla sua scoperta e alla sua battaglia in prima linea contro il COVID-19. Insieme a lui, altri 14 medici e sanitari.

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Li Wenliang, 34 anni, medico oculista di Wuhan, scomparso il 7 febbraio scorso a causa di un’infezione da COVID-19, oggi  riconosciuto come martire per il suo contributo.

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Li Wenliang

Insieme a lui, a ricevere il titolo di “martire” sono 14 medici e sanitari che hanno combattuto in prima linea contro l’emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus.

Il giovane oculista fu tra i primi ad accorgersi di un possibile collegamento tra le anomale polmoniti registrate a Wuhan e la Sindrome Respiratoria Acuta Grave, meglio conosciuta come SARS, come già accennato qui.

Sette i pazienti ricoverati all’ospedale centrale di Wuhan con una polmonite, che il dottor Wenliang giudicò sospetta sin dai primi giorni del mese di dicembre. Si dimostrò seriamente preoccupato per i nuovi ricoveri e per questa nuova malattia. Quest’ultima apparve subito ai suoi occhi una vera e propria minaccia alla salute di molti.

Tuttavia, il suo grido non volle essere ascoltato. Le autorità locali lo richiamarono all’ordine e lo costrinsero a firmare un documento in cui ammetteva di aver violato la legge e di aver disturbato l’ordine pubblico, attraverso la diffusione di false informazioni.

un disegno del dottor Li Wenliang

Contrasse il virus a fine gennaio, probabilmente a causa di un intervento chirurgico operato su un paziente già positivo al virus. Dal suo letto di ospedale, continuò la sua battaglia, continuando a condividere online quante più informazioni possibili.




Aggravatesi le sue condizioni, il dottor Li si spense il 7 febbraio scorso, lasciando la moglie, incinta, e il figlio piccolo. Sui social, gli utenti hanno espresso la loro rabbia e la loro paura, condividendo foto, disegni e immagini con hashtag #DrLiWenliangèmorto #vogliolalibertàdiparola e simili.

Ad oggi, la provincia dell’Hubei, epicentro della nuova pandemia che attanaglia il mondo, gli conferisce il titolo di “martire”.

L’agenzia cinese Xinhua, riporta che si tratta della più alta onorificenza che può essere riconosciuta ad un cittadino, il quale si è distinto per il suo coraggio, la sua forza e la sua integrità e che ha sacrificato la sua vita per gli altri.

Giorgia Battaglia 

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