Leaving Neverland; La Bbc radio mette al bando Michael Jackson

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Michael Jackson; icona di musica, stile e scandalo.

A dieci anni dalla misteriosa morte del re del Pop, che ha fatto della sua vita un eterno palcoscenico a metà tra sogno e immaginazione, non si placano le scosse telluriche, che hanno lasciato una macchia indelebile nella carriera dell’artista; l’accusa di pedofilia.

La spada di Damocle di quest’accusa, tanto infamante quanto controversa, questa volta ha sferza un duro colpo alla musica di Jacko, più che alla sua memoria.

È di ieri la notizia secondo la quale la Bbc Radio non trasmetterà più le canzoni di Michael Jackson.

La decisione arriva, come un fulmine a ciel nuvoloso, dopo che la stessa emittente televisiva ha mandato in onda il documentario dal titolo Leaving Neverland, che ha riacceso i riflettori sulle vicende giudiziarie di Michael Jackson.

Il documentario in questione riporta le confessioni di James Safechuck e Wade Robson, testimoni di una serie di abusi sui bambini, avvenuti nella fantastica proprietà di Jackson e delle quali anch’essi furono vittime.

Michael Jackson ci ha violentato!

Secondo la ricostruzione fatta dai due protagonisti, che oggi hanno più di 30 anni, i traumi delle violenze sessuali e gli abusi che si consumarono tra le mura di Neverland, non hanno mai smesso di perseguitarli.

La rivista Rolling Stone cita una sinossi della produzione, nella quale si afferma come Michael Jackson, quando era al culmine della sua popolarità, avrebbe iniziato una lunga relazione con due bambini, di 7 e 10 anni e le loro rispettive famiglie.

Un percorso a ritroso in un passato con il quale dover fare i conti, anche per dare forza e coraggio a chi ha subito violenze e abusi. La vicenda di Michael Jackson, però, è anche il frutto di quella potente esposizione mediatica, che ha seguito la carriera del re del Pop da quando aveva 8 anni, finendo per incrociare la vita privata e l’esposizione pubblica di un artista dalla fama planetaria.

Elementi che possono spiegare, ma non giustificare quello per cui Michael Jackson fu accusato e per il quale Safechuck e Robson svelano retroscena inquietanti.

“Michael era un maestro nella manipolazione, raccontano i ragazzi. Sapeva adescare sia i bambini sia loro famiglie, poi approfittava della fiducia che aveva costruito”.

 



Nel documentario si racconta di come Michael Jackson avrebbe insegnato loro diverse pratiche sessuali, spingendoli a praticarle anche fra di loro.

Per questo e altri motivi, la Bbc Radio 2 ha così deciso di mettere al bando l’intero repertorio di Michael Jackson, motivando la decisione secondo un principio etico relativo alla costruzione di un palinsesto che tiene conto del pubblico e del contesto.

La scelta ha sollevato una generale perplessità fra il pubblico dell’emittente radiofonico e i fan di Michael Jackson, almeno sull’opportunità di bandire la musica della più grande pop-star del mondo.

Dal momento che le vendite degli album di Jacko non hanno mai smesso di crescere e che la sua figura rappresenta un simbolo per milioni di persone in tutto il mondo, nonostante gli abusi presunti o reali, la logica commerciale di un Broadcasting dovrebbe essere quella di far luce sul corso degli eventi.

Censuare le canzoni Jackson alla radio e proiettare un documentario sulla piattaforma televisiva, rappresenta una ricercata strategia di marketing, che non ha nulla a che vedere con l’etica.

A pagare, ancora una volta è la musica; il mito fondamentale di una larga serie di culture e modelli linguistici che vedono nella lunga carriera di Michael Jackson, il punto di svolta artistico e sociale, che si è nutrito per decenni delle profonde contraddizioni del cantante e su questo ha costruito la propria personale fortuna culturale.

Fausto Bisantis

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