Lo sperma degli occidentali funziona sempre di meno

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Mentre l’uomo bianco passa il tempo a preoccuparsi di fantomatiche invasioni dall’Africa che sarebbero frutto di un complotto internazionale finalizzato all’estinzione della razza ariana, farebbe meglio ad andare dall’urologo perché probabilmente il suo sperma ha dei problemi.

Nel 2017 in uno studio intitolato Human reproduction update un gruppo di scienziati ha messo insieme centinaia di ricerche sulla fertilità maschile. Ne è uscito fuori un quadro poco rassicurante per lo sperma occidentale e anche per quello asiatico.

L’interesse della comunità scientifica per il tema della fertilità nasce dall’evidente crollo demografico dell’occidente, registrato chiaramente dai censimenti europei ed americani. Il tema può essere trattato in realtà da diversi punti di vista. Guardando  ad esempio una tipica famiglia europea le sue esigenze ed abitudini risulteranno sicuramente diverse da quelle di una famiglia africana. Un bambino nell’occidente ricco costa di più perché i genitori provvederanno a fornirlo di cose tipiche del loro stile di vita, ma inesistenti in paesi più poveri. In Sierra Leone probabilmente un genitore non si preoccupa di iscrivere il figlio in piscina, di pagare per lui un pediatra o di comprargli vestiti nuovi ogni tre mesi, cose indispensabili invece per mamma e papà europei.

La minore nascita di bambini nelle zone ricche però non dipende solo dalla diversità dello stile di vita, ma è anche una questione fisica. Gli occidentali sono meno fertili con il passare del tempo. A preoccupare è la sempre minore concentrazione di spermatozoi nello sperma.





Nel 1973 si rilevavano in media 99 milioni di spermatozoi per ogni millilitro di sperma. In soli 38 anni questo numero è calato del 52.54%. Nel 2011 la concentrazione media degli spermatozoi è stata di appena 47 milioni per millilitro. Allarmano anche i dati sulle aree asiatiche che più si sono avvicinate negli ultimi anni allo stile di vita occidentale. In Cina solo tra il 2001 e il 2015 la qualità dello sperma è diminuita del 40% secondo gli studi sui donatori della Human Sperm Bank of China.  

 L’OMS ha stabilito un minimo sindacale per uno sperma sano nel caso di 15 milioni di spermatozoi per millilitro. Questo significa che nella maggior parte dei casi gli uomini occidentali sono fertili. Tuttavia la qualità dello sperma diminuisce in modo sempre più veloce ed è proprio questa rapidità ad allarmare.

In occidente tra il 1977 e il 2009 la concentrazione di spermatozoi negli uomini fertili è calata da 83.8 a soli 62 milioni per millilitro. Al contrario invece lo sperma non occidentale sembrerebbe esser migliorato in un periodo di tempo simile, passando da 66.4 a 75.7 milioni di spermatozoi per millilitro negli uomini fertili. Queste due tendenze opposte sono il riflesso di condizioni diverse del corpo umano nelle varie aree geografiche che derivano da una serie di fattori.

Vivere in zone altamente inquinate comporta conseguenze negative sulla salute del corpo e quindi anche sullo sperma. Un’indagine dei primi anni del 2000, condotta dall’università Federico II di Napoli, ha esaminato gli uomini che vivono nelle vicinanze di autostrade rivelando come il traffico abbia effetti negativi sulla fertilità maschile. Ciò che gli uomini respirano influisce sul numero degli spermatozoi e sulla loro capacità di muoversi.

Altro fattore che sembrerebbe determinare la qualità dello sperma è il cellulare. Molto diffusa è infatti l’abitudine per gli uomini di tenerlo nelle tasche anteriori dei pantaloni. La vicinanza del cellulare ai testicoli però potrebbe danneggiare la qualità dello sperma. A dimostrarlo è stato uno studio condotto su 32 uomini in salute e fertili. Lo sperma di ognuno è stato diviso in due parti e una di queste è stata esposta per diverse ore alle radiazioni del cellulare.  Nello sperma tenuto a contatto con lo smartphone la capacità di muoversi degli spermatozoi risultava decisamente minore.

Secondo il Ministero della Salute in Italia una coppia su cinque ha difficoltà nell’avere un figlio. Nella maggior parte dei casi la causa è l’infertilità dell’uomo o della donna. Incidono i fattori già citati ma anche le cattive abitudini come il fumo, l’abuso di alcol e il consumo di droghe.

Mentre anche l’Asia si avvicina sempre di più ad uno stile di vita estremamente nocivo per la propria salute e per una futura procreazione, i ricercatori iniziano ad ipotizzare delle soluzioni. Secondo tutti i principali studi sull’infertilità maschile il problema risiede non tanto nello sperma all’interno dei testicoli ma in quello eiaculato. Prelevando quindi direttamente dai testicoli il liquido seminale maschile e procedendo con la fecondazione artificiale, la denatalità potrebbe essere contrastata.

Un gruppo di ricercatori cinesi si è spinto ancora più avanti e si è impegnato nel fabbricare spermatozoi ideali. Nei test sui topi l’esperimento ha avuto un esito positivo gli embrioni formatisi sono risultati sani. L’obiettivo è quello di arrivare a poter utilizzare la stessa strategia sugli esseri umani, in modo non solo da ridurre l’influenza della fertilità sulla procreazione ma anche da assicurare la nascita di nuovi individui 100% geneticamente sani. 

 

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