Lo stadio della Roma c’è, ora tocca alla Lazio?

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In seguito all’accordo Comune-Parnasi-Pallotta del 24 febbraio si è dato il via libera alla realizzazione del tanto agognato stadio della Roma. Frutto di un progetto del tutto nuovo, ben più ecocompatibile ed ecosostenibile rispetto a quello approvato dall’amministrazione Marino, il progetto sul nuovo impianto prevede cubature ridotte del 50%; l’assenza di grattacieli; elevati standard di costruzione; messa in sicurezza del quartiere Decima e costruzione di una nuova stazione sulla linea Roma-Lido.

Tuttavia i problemi burocratici non accennano a fermarsi. Negli ultimi giorni una nuova complicazione è derivata dal diniego espresso dalla conferenza dei servizi ad una ulteriore proroga di 30 giorni per rivedere le planimetrie dell’impianto, questione che dovrà essere risolta entro la breve per evitare un ulteriore slittamento dei tempi.

 

Al momento è complesso stabilire con precisione quando il progetto sarà completato e con quali ulteriori complicazioni, si può però con certezza considerare che questo primo successo abbia stimolato l’altra società della capitale ad esporsi per la costruzione di un proprio stadio di proprietà. Nelle ore immediatamente successive al raggiungimento dell’accordo per lo stadio dei giallorossi, si è espressa la Lazio con un comunicato pubblicato sul sito ufficiale. Viene espressa fiducia rispetto alla possibilità di costruire un nuovo impianto, sulla scia di quanto concordato con la Roma: ‘’il sindaco Virginia Raggi e la sua giunta sicuramente consentiranno di costruire anche per gli appassionati sostenitori dei colori biancocelesti il proprio stadio, secondo i propri criteri di localizzazione, efficienza e di qualità dell’impianto, senza ricorrere allo stratagemma dello Stadio Flaminio, che non ha alcun requisito e condizione oggettiva per essere lo stadio della Lazio.’’

 

La notizia dell’accordo raggiunto con i giallorossi ha accolto anche il favore del tecnico biancoceleste Simone Inzaghi : ‘’Roma e Lazio sono due squadre importantissime che rappresentano la Capitale, quindi è un obbligo che entrambe le squadre abbiano il loro stadio di proprietà». Ha espresso opinione favorevole anche l’ex sindaco di Roma Alemanno: “il presidente della S.S. Lazio, Claudio Lotito, pone all’amministrazione Raggi una giusta e responsabile osservazione. Il via libera al progetto del nuovo stadio della Roma, anche se fortemente ridimensionato rispetto al disegno iniziale, mira a offrire alla città un’importante occasione di crescita e sviluppo’’. Gli ha fatto eco l’onorevole Cicchitto: ‘’lo stadio della Lazio serve non solo a equilibrare la vicenda dal punto di vista calcistico ma anche a offrire alla Capitale una nuova e ulteriore possibilità di sviluppo che può nascere da uno stadio moderno che sia al centro di un progetto dove trovano spazio altre attività di diversa è importante natura.’’

 

Dopo essere stata a lungo considerata nell’ambiente biancoceleste come effettiva possibilità, l’ipotesi Stadio Flaminio è stata definitivamente scartata, come si legge nel comunicato. Questo progetto sarebbe stato relativamente economico, dato che sarebbe stata necessaria una ristrutturazione con costi stimati attorno ai 280 milioni euro. Una cifra bassa se comparata a quella che dovrà essere sborsata per la costruzione dell’impianto della Roma, stimata in circa 1,6 miliardi di euro.

In questi giorni si sono rincorse le voci sulla possibile localizzazione dell’eventuale impianto biancoceleste.

 

Nel 2005 Lotito aveva già presentato un progetto per la costruzione dello stadio nei pressi della Via Tiberina, poche centinaia di metri al di fuori del GRA e in una posizione relativamente tranquilla se comparata alla trafficata zona di Tor di Valle. Altra opzione era quella di Valmontone, ben più lontano dal centro cittadino, ipotesi che lo stesso Lotito nel 2012 definì più una provocazione che un’intenzione reale.

 

Questa volta però sembra che si voglia fare sul serio, per non restare indietro rispetto ai rivali e per seguire il modello delle grandi società europee che hanno già da tempo una propria casa.

 

Fabio Ravera

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