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Home Cultura

“Lubo” di Giorgio Diritti: un viaggio nel tempo e nella diversità

by Ultima Voce
10 Set 2023
in Cultura
Reading Time: 3 mins read
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"Lubo" di Giorgio Diritti
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“Lubo” di Giorgio Diritti è un’opera cinematografica che ci trascina in un avvincente viaggio attraverso il tempo, immergendoci nelle profondità dell’esperienza umana e della diversità.

La 80ª Mostra del Cinema di Venezia ha concluso la sua carrellata di film italiani in concorso con una proiezione molto attesa: “Lubo”, diretto da Giorgio Diritti e interpretato da un talentuoso cast, tra cui Franz Rogowski e Valentina Bellè. Il film, basato su un romanzo di Mario Cavatore, porta sul grande schermo una storia straordinaria ambientata durante il 1939, quando il mondo era sconvolto dalla minaccia di un’invasione tedesca e dalla violenza della guerra.

La trama di “Lubo”

Il film vede Franz Rogowski nel ruolo di Lubo, un nomade e artista di strada che viene chiamato nell’esercito elvetico nel 1939 per difendere i confini nazionali dalla minaccia di un’invasione tedesca. Tuttavia, la sua vita viene sconvolta quando scopre che sua moglie è morta nel tentativo di impedire ai gendarmi di portare via i loro tre figli piccoli. Questi bambini, in quanto Jenisch, sono stati strappati alla famiglia secondo un programma di rieducazione nazionale per i bambini di strada. Determinato a riunirsi con i suoi figli e ottenere giustizia per la sua storia e per tutti coloro che condividono le sue difficoltà, Lubo inizia un viaggio emozionante e tormentato.

L’ispirazione dietro “Lubo”

Durante la conferenza stampa tenutasi proprio in occasione della prestigiosa Mostra del Cinema di Venezia, il regista Giorgio Diritti ha condiviso la sua fonte d’ispirazione per il film. Ha raccontato di come un amico gli avesse parlato del romanzo di Mario Cavatore, che narrava questa storia particolare. In seguito, ha avuto l’opportunità di incontrare lo scrittore e condividere con lui numerose serate, mentre il romanzo lo ha profondamente colpito. Il racconto di questa storia, ambientata in Svizzera, un paese spesso associato all’immagine di democrazia e civiltà, ha messo in evidenza l’incapacità dell’umanità di accettare e comprendere la diversità, una tematica di grande valore per Diritti.

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Il regista ha anche sottolineato come il processo di adattamento del romanzo in una sceneggiatura abbia comportato alcune modifiche significative. Diritti ha scelto di concentrarsi principalmente sul protagonista, Lubo, e sulla sua trasformazione da un artista di strada che vive una vita normale a un uomo che affronta una tragedia drammatica che cambierà la sua esistenza. Questo cambiamento gli permette di esplorare l’angoscia della solitudine e la lotta per un futuro migliore, temi universali che risuonano con il pubblico.

Il coinvolgimento del cast

Franz Rogowski, noto per la sua versatilità come attore, ha affrontato il ruolo di Lubo con dedizione. Ha sottolineato come il personaggio rappresenti una combinazione delle storie e delle identità europee, e come la collaborazione con il regista e il resto del cast abbia contribuito a creare un personaggio complesso e coinvolgente. Rogowski ha anche menzionato le sfide linguistiche del ruolo, dover studiare e interpretare un testo in tre lingue diverse.

Valentina Bellè, membro del cast, ha espresso la sua gratitudine per essere stata coinvolta in un progetto così significativo. Ha condiviso il suo incontro con Giorgio Diritti, sottolineando come il regista abbia cercato di comprendere la persona prima del personaggio. Il set è stato un luogo in cui è nata un’esperienza autentica, che ha sorpreso sia gli attori che il pubblico.

Una produzione internazionale

“Lubo” è una produzione che abbraccia l’internazionalità. I produttori del film hanno sottolineato come il cinema italiano stia guardando oltre i suoi confini, affrontando una sfida complessa che ha coinvolto diverse lingue e location storiche. La creazione del film è stata descritta come un’avventura straordinaria, con difficoltà legate alle condizioni climatiche e alle necessità della produzione. Tuttavia, il risultato è un film nomade che offre una prospettiva unica sull’Europa del passato.

Il messaggio di “Lubo”

Il film affronta temi universali che toccano il cuore degli spettatori. Esplora le conseguenze delle leggi ingiuste, la violenza derivante da queste e l’importanza di reagire e lottare per la giustizia. In un momento in cui il mondo è ancora segnato da conflitti e ingiustizie, “Lubo” offre una riflessione sulla necessità di sensibilizzare le persone affinché siano vigili contro tutto ciò che minaccia la vita e la dignità umana.


Leggi anche ““Io Capitano” di Matteo Garrone, la speranza oltre il mare”

Il red carpet di Giorgio Diritti e del cast di “Lubo” ha chiuso con successo la carrellata di film italiani in concorso alla 80ª Mostra del Cinema di Venezia. Il film offre un’esperienza cinematografica avvincente e profonda, che affronta temi importanti e attuali, mantenendo viva la tradizione del cinema italiano di raccontare storie che toccano il cuore e la mente degli spettatori.

Tags: CinemaJenischMostra del cinema di Veneziavenezia
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