L’UE si muove verso il divieto di uccisione di pulcini maschi

Dopo la Germania, anche la Francia annuncia il divieto di abbattimento dei pulcini maschi. La misura approvata dai governi prevede il divieto di uccisione dei pulcini a partire dal 2022.  Chiedono ora ad altri paesi dell’UE di seguire il loro esempio nel vietare la controversa pratica.

Per ogni nuova gallina ovaiola nata nel sistema di allevamento industriale odierno, un pulcino maschio viene ucciso o “abbattuto”. In tutto il mondo, milioni di pulcini maschi vengono uccisi ogni anno dopo la schiusa. Perché maschi o perché inadeguati alla crescita ai ritmi dell’allevamento. Il più delle volte vengono gassificati e soffocati, o gettati all’interno di macchinari che li triturano ancora vivi.

I pulcini aschi sono considerati inutili sia dai produttori di uova che da pollame. Poiché non depongono uova e la loro razza non viene utilizzata per la produzione di carne. Apparentemente, c’è una certa relazione inversa nelle razze di galline per cui quelle che fanno molte uova danno poca carne e quelle con carne fanno poche uova . Quindi nelle razze ovaiole i pulcini maschi non hanno alcuna utilità pratica e, d’altra parte, lasciarli vivere comporterebbe un alto costo in mangimi, antibiotici, ecc. Solo negli Stati Uniti ogni anno vengono uccisi circa 260 milioni di pulcini maschi . Ciò significa che ogni ora nel paese muoiono oltre 30.000 pulcini appena nati .




Una pratica inquietante e dispendiosa, che ha le sue radici nell’economia distorta della produzione di pollo. Il fatto che i pulcini appena nati vengano regolarmente macellati è già abbastanza grave, ma ciò è ulteriormente aggravato dalle tecniche di uccisione utilizzate estremamente crudeli. Come dimostrato più volte dalle indagini di Animal Equality, i polli nell’industria sono soggetti a un ciclo infinito di abusi e sofferenze.

Tale  pratica è comune sia negli allevamenti che producono uova, dove gli animali “redditizi” per ovvie ragioni sono le femmine. Sia nell’industria della carne di pollo. Dove si scartano gli animali deboli e troppo piccoli. Questa pratica si basa sulla direttiva UE del 24 settembre 2009 (Regolamento CE n. 1099/2009) relativa alla “protezione degli animali durante l’abbattimento“. La normativa contempla tutti i metodi utilizzati dall’industria dell’allevamento per abbattere gli animali. Per i pulcini prevede che il metodo di eliminazione procuri la morte istantanea.

Tale pratica sembra sia giunta al capolinea, almeno in Germania e Francia.

A seguito della spinta dei gruppi animalisti che hanno definito barbara questa disumana pratica, Germania e  Francia si sono mosse verso il divieto di uccisione dei pulcini maschi. A partire dal 2022, infatti, saranno i primi Paesi al mondo a vietare per legge questa pratica. Anche la Spagna è vicina ad annunciare un divieto simile . Grazie ad una campagna da Animal Equality, l’associazione Assoavi, che rappresenta in Italia i principali produttori di uova, si tale pratica.

 Inoltre, un’ondata di nuove tecnologie mira a porre fine all’uccisione dei pulcini maschi. Una delle alternative proposte è l’introduzione a livello europeo della tecnologia in-ovo sexing. Questo sistema, tramite appositi macchinari, consente di stabilire il sesso del pulcino prima della nascita. Consentendo così ai produttori di prevenire lo sviluppo e la successiva morte dei pulcini maschi.

Questi sistemi utilizzano vassoi intelligenti o sistemi laser per riconoscere il sesso dell’embrione dell’uovo, consentendo lo scarto degli ovuli maschili o non fecondati. Dopo molti anni di sviluppo, questa tecnologia è ora disponibile e pronta per essere implementata su larga scala.

Gli altri Stati membri devono condividere la visione. Con il sostegno di Austria, Spagna, Irlanda, Lussemburgo e Portogallo, Germania e Francia hanno presentato un documento agli altri ministri dell’agricoltura, chiedendo un divieto di abbattimento dei pulcini in tutta l’UE.

Questa pratica “eticamente inaccettabile” non sarebbe più in linea con gli impegni della Commissione europea. In un momento in cui le proposte per un maggiore benessere degli animali – come l’iniziativa dei cittadini dell’UE “End the Cage Age” che è riuscita a spingere la Commissione per annunciare un divieto di allevamento in gabbia dell’UE entro il 2027 – si stanno moltiplicando.

 

Felicia Bruscino 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *