L’uomo che ingannó Hitler e la Gran Bretagna: la storia di Juan Pujol Garcia

Quando si raccontano gli avvenimenti storici, si sa,  si parla dei vincitori e dei vinti, di condottieri, capi di stato, politica, battaglie. Eppure, la storia non sarebbe storia senza gli attori secondari, senza i dietro le quinte e risvolti nascosti. Immaginate di essere tra i banchi di scuola, ad un’interrogazione. Argomento: seconda guerra mondiale. Prima domanda. Chi era Hitler?… Come dite? Lo sapete tutti? Ma certo, è chiaro. Andiamo avanti. Sbarco in Normandia… anche su questo siete preparati. Chi era Juan Pujol Garcia? Brillante, geniale, scaltro,  agente segreto, spia, doppiogiochista tanto abile da far cadere nel suo tranello la Gran Bretagna e la Germania nazista. Questa è la storia dell’uomo che ha cambiato le sorti della seconda guerra mondiale. 




Nato a Barcellona nel 1912, il nostro futuro 007 “ante – litteram” vive a pieno le vicende della guerra civile spagnola. Quanto basta da riconoscere il nemico: la Germania nazista, e da fare della sua distruzione la propria missione. Quando nel 1939 scoppia la seconda guerra mondiale, Juan non ha alcun dubbio:  si offre come spia alla Gran Bretagna, all’epoca unico nemico dei tedeschi. La risposta non è quella sperata…

Tieni gli amici vicini, e i nemici ancora più vicino

Quale miglior modo per farsi apprezzare di dimostrare di essere più scaltro e brillante di chi ci ha rifiutato? Quale miglior modo di vincere una guerra e cogliere di sorpresa gli avversari che entrare dritto nella tana del nemico?  Juan Pujol Garcia , rifiutato dagli inglesi, inizia il suo piano: farsi reclutare come spia dalla Germania, per poi ritornare ed offrire un comodo doppio gioco alla Gran Bretagna. Con un solo problema…Garcia, spagnolo, spostatosi in Portogallo (a Lisbona), non ha alcuna informazione sull’Inghilterra e sugli inglesi. Come convincere i tedeschi a fidarsi di lui?

Giocando con il fuoco

Vi ho detto che era brillante, giusto? Juan Paul Garcia non si scoraggia di certo. Si presenta ai tedeschi come un funzionario del governo spagnolo filonazista, creando un passaporto diplomatico falso per rendere credibile la sua storia. Dai libri della biblioteca di Lisbona e dai telegiornali, trae tutte le informazioni possibili sugli inglesi, la loro flotta e la vita britannica per redigere rapporti falsi da consegnare alla Germania. Convince i tedeschi di essere in viaggio verso la Gran Bretagna fabbricando un piano di viaggio, spese incluse, completamente falso utilizzando guide e listini prezzi turistici. Non solo. Inventa una finta rete di agenti subalterni residenti nell’isola. Alla fine la Germania cade nella tela delle sue bugie, e lo recluta come proprio agente segreto, con il nome di Arabel.

Garbo

A questo punto, anche gli inglesi devono arrendersi: quando Garcia torna a proporsi come contro spia, la Gran Bretagna, resasi contro nel frattempo che qualcuno passava informazioni false ai tedeschi, accetta. Nel 1942 si trasferisce in Inghilterra e viene legato alla XX Committee.  Inizia il doppio gioco. In collaborazione con i suoi superiori, Garbo – così viene chiamato in codice dagli inglesi, in onore della famosa attrice, proprio per la sua impeccabile abilità a calarsi nel ruolo di fedele suddito del Reich, trova il modo di conquistare ulteriormente la fiducia dei tedeschi, e di far si che il suo doppio gioco non venga mai scoperto. Come? Inventa scuse credibili per giustificare le mancate informazioni sui piani inglesi: da problemi tecnici, ad imprevisti legati alla sua rete di spie. Per mantenere la credibilità, studia accuratamente e seleziona quali informazioni vere consegnare ai tedeschi, ora convenientemente incomplete, ora arrivate troppo in ritardo per essere utilizzate. 

Scacco matto

E’ però il suo ruolo nelle operazioni antecedenti allo sbarco in Normandia a renderlo una delle principali cause della disfatta del Terzo Reich. La notte  tra il 5 e il 6 Giugno del 1944, Garbo annuncia di avere informazioni importanti da consegnare al regime nazista. Gli operatori tentano di chiamarlo, ma solo l’indomani mattina Puyol riferisce ai tedeschi i dettagli dell’operazione, ma in pianificato ritardo perché loro non potessero avere il tempo di studiare un contrattacco. Qualche giorno dopo, nell’ordine di battaglia consegnato ai tedeschi alza il numero delle unità “nemiche” presenti sul territorio e convince i tedeschi che lo sbarco in Normandia è solo un diversivo. Un depistamento, parte dell’operazione Fortitude, indispensabile alla buona riuscita dell’operazione, che come sappiamo  cambierà per sempre le sorti della guerra.

Il segreto continua…

I tedeschi non capirono mai il ruolo che Pujol ebbe nella loro disfatta, tanto che gli venne conferita la Croce di Ferro di Seconda Classe. Anche gli inglesi riconobbero il suo aiuto alla causa alleata, nominandolo membro dell’Ordine dell’Impero britannico. Fu l’unico a ricevere un’onorificenza da entrambe le fazioni che diedero vita alla seconda guerra mondiale. 

Un degno finale

Arrivati a questo punto, non penso qualcuno si aspetti un finale consono ad una storia che di consono, come avete visto, ha avuto ben poco. Ed infatti, dopo la guerra Juan Pujol Garcia inscena la sua morte e inizia una nuova vita in Venezuela, dove vivrà il resto dei suoi giorni. La sua storia e il suo ruolo nelle vicende della seconda guerra mondiale rimarranno segrete per anni.

Beatrice Canzedda

 

 

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