Maestra sospesa per Anna Frank, ma è una fake-news

Docente sospesa dopo la denuncia di una madre: “Picchia mio figlio e fa lezioni comuniste. La replica dell'insegnante: “Ho solo letto il Diario di Anna Frank”, ma è una fake news

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Maestra sospesa per Anna Frank: la notizia che, in poche ore ha fatto il giro del web, si è rivelata una fake news.

Protagonista della vicenda è Giusi Cristaudo, 24 anni d’insegnamento alle spalle e una sospensione di 2 giorni, per un episodio che si è poi scoperto essere un’enorme montatura per le motivazioni diramate. A diffondere la storia della maestra sospesa per aver letto il diario di Anna Frank, la candidata Pd alle Europee, Mila Specola, che in un video su Facebook ha denunciato il fatto. All’origine della sospensione ci sarebbe stato, però, uno scappellotto che la Cristaudo avrebbe dato ad un alunno di terza elementare. «Picchia mio figlio, lo obbliga a stare in piedi, gli fa saltare la merenda e tratta tematiche politiche in classe con nozioni comuniste», questa l’accusa formulata dalla mamma del ragazzo contro la maestra catanese.

Nel documento di sospensione deciso dalla dirigente scolastica, non si fa alcun cenno alla contestazione di plagio, mentre viene considerato «sufficientemente provato» lo “scappellotto” dato al bambino, motivo per il quale si è deciso di sospendere per 2 giorni l’insegnante.





Il commento di Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa del Miur

“L’esperienza di 6 anni come cronista di strada al messaggero mi ha insegnato le basi del mestiere: dire sempre la verità e verificare le fonti. E ora che sono una giornalista pubblica non smetto di essere prima di tutto giornalista” ha commentato Alessandra Migliozzi, capo ufficio stampa Miur.

“Sulla scia di altre notizie, come quella della prof di Palermo – ha proseguito Migliozzi – sono emerse nuove notizie che hanno ripreso il tema del paragone Salvini/Fascismo per cavalcare l’onda e ottenere l’attenzione delle prime pagine. Ma io che ci tengo sempre a verificare la notizia, ho alzato il telefono e ho contattato i diretti interessati che hanno smentito la vicenda. Portare la serietà della professione anche nel pubblico è per me la cosa più importante. Dire sempre la verità. E questo fatto delle fake news qualcosa di buono l’ha fatto. Ora spesso i giornalisti mi chiamano per chiedermi se una notizia è vera, “prima che scrivo una fesseria”, dicono. Almeno, c’è un’attenzione in più.”

Mena Indaco

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