La mafia uccide, non solo d’estate: suicida la figlia venticinquenne del boss

La mafia continua a uccidere. Suicida per vergogna la figlia del boss

Maria Rita Lo Giudice, suicida a 25 anni perché figlia del boss mafioso
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Figlia del boss, Maria Rita Lo Giudice si è uccisa a soli 25 anni. Il peso di avere una famiglia coinvolta nella mafia la opprimeva

Laureata da poco in Economia con il massimo dei voti, Maria Rita non ce l’ha fatta più e l’ha fatta finita buttandosi dal balcone

Quando si hanno solo 25 anni si vogliono fare tante cose. Si vuole viaggiare, divertirsi, ridere di gusto. Questo non avviene per i figli della mafia. La loro coscienza non permette di sentirsi semplici 25enni. Loro sono coinvolti ed essere coinvolti è un peso troppo grande.

Figlia del Boss di Reggio Calabria

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Maria Rita Lo Giudice, suicida a 25 anni perché figlia del boss mafioso

Sorrideva sempre Maria Rita Lo Giudice. Chissà se sorrideva quando ha deciso di farla finita. Si è buttata dal balcone forse pensando che fosse l’unico modo per liberarsi del fardello di avere una famiglia mafiosa. Con il padre Giovanni dietro le sbarre, lo zio Luciano considerato il nuovo boss nel Rione di Santa Caterina, ha deciso di suicidarsi buttandosi dal balcone.



Faide, l’impero della ‘ndrangheta di Biagio Simonetta 

L’inferno della seconda guerra di ‘Ndrangheta l’ha coinvolta pur non essendo ancora nata: se ne vergognava e per questo l’ha fatta finita

Il peso della vergogna ha fatto in modo che lo zio Nino diventasse collaboratore di giustizia ma questo non è bastato a salvare la vita della giovane Maria Rita. La seconda guerra della ‘Ndrangheta, tra il 1985 e il 1991, ha seminato sangue e violenza per le strade. 700 vittime per stabilire la gerarchia interna del clan. Non era ancora nata Maria Rita ma il peso degli omicidi, dei corpi mai ritrovati, delle pistole, il peso della mafia l’ha uccisa.



Roberto Di Bella, Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria

La vergogna di Maria Rita è quella di molti altri ragazzi, come lei cresciuti in una famiglia ‘ndranghetista. Per questo, Roberto Di Bella si è attivato per cercare di rendere liberi i figli della mafia. Quando ci si rende conto di poter vivere meglio senza violenza e soprusi si cerca altrove la libertà. Roberto Di Bella cerca di allontanare i ragazzi dal mondo marcio che è la mafia per farli vivere al meglio.

Andando contro  Pierfrancesco Diliberto, direttore e interprete del celebre film  La mafia uccide solo d’estate, si può dire con certezza che la mafia non ha stagione.
La mafia uccide solo d’estate

Maria Giovanna Campagna

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