1 maggio: il maglione e il cachet di Ambra Angiolini

Polemiche per il capo d'abbigliamento firmato indossato dalla conduttrice

In pochi si sono soffermati sul fatto che la conduttrice ha devoluto il suo cachet in beneficenza

Fonte: www.repubblica.it
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Come ogni anno, il 1 maggio scorso si è tenuto il tradizionale “concertone” per la festa dei lavoratori in Piazza San Giovanni a Roma. Alla conduzione vi erano Ambra Angiolini e Lodo Guenzi, il frontman de “Lo Stato Sociale“. La scaletta di artisti che si sono esibiti è stata molto variegata: alcuni provenivano dal tradizionale mondo pop, altri dallo scenario più alternativo dell’indie e altri ancora erano esponenti dell’ultima tendenza musicale che sembra aver conquistato tutte le classifiche: la trap. Ma nei giorni seguenti al concerto, il web si è confrontato soprattutto sulla coerenza della conduttrice Angiolini, messa in dubbio sulla base del maglione che indossava.




Il maglione della discordia

In molti infatti hanno recriminato ad Ambra la scelta del maglione indossato per l’occasione. Già qui bisogna fare una precisazione: probabilmente quel capo d’abbigliamento non è nemmeno stato scelto o acquistato dalla conduttrice. Forse le sarà stato regalato dall’azienda di moda, realizzando così un’operazione di product placement.

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Fonte: www.mondofox.it

Il problema, secondo molti commentatori su Twitter, starebbe nel fatto che quel maglione, firmato Alberta Ferretti, costi 350 euro. Presentare il concerto del Primo Maggio con addosso un capo d’abbigliamento così costoso sarebbe una contraddizione. Per questo, molti hanno detto che “Ambra non sta con il popolo“, “Fa la morale con un maglione da 400 euro“, “Andate a f*****o“. La presentatrice non avrebbe così rispettato lo spirito comunista e proletario dell’evento, mettendosi dalla parte dei ricchi, prendendo in giro i poveri.

Stessa interpretazione è stata data ai due Rolex che Sfera Ebbasta indossava durante la sua esibizione, in linea con il suo look mai sobrio e sempre appariscente.

Una polemica sterile

Ambra Angiolini e Sfera Ebbasta indossavano capi costosi. E quindi? Innanzitutto, non si capisce perché nel mirino delle polemiche siano finiti solo loro. Sul palco infatti, tantissimi erano gli outfit ad alto costo. Coveri e Armani erano solo alcune delle grandi marche indossate da certi artisti. Che essi guadagnino con la vendita della loro musica è cosa nota. Con i loro soldi, sono liberi di comprare ciò che meglio credono. Alcuni diranno che allora avrebbero dovuto avere la decenza di non ostentare il lusso ad un evento quale il primo maggio. Insomma, i ricchi devono fare i finti poveri, in linea con un’ipocrisia colossale che non offenda i veri poveri.

Un altro quesito che mi pongo è: ma al primo maggio quanti veri poveri c’erano? Probabilmente molti di coloro che hanno sollevato le polemiche, l’hanno fatto twittando direttamente dai loro Iphone di ultima generazione, con addosso zainetti e scarpe firmate. Il fatto però è che ci sono firme e firme: se indossi uno zaino Fjallraven Kanken da 80 euro sei ammesso nei circoli dei veri proletari; se ne scegli uno di Armani sei uno schiavo del capitalismo.

In conclusione, la polemica risulta sterile perché sollevata da soggetti che fanno esattamente ciò che criticano. Insomma, una massa di “Comunisti col Rolex“, usando il titolo del fortunato album di J-Ax e Fedez. Gente che invoca la povertà e il proletariato proprio perché in realtà ha la fortuna di non sapere assolutamente che cosa significhino.




Ambra si difende

Ambra, poi, si è difesa con il suo tipico modo di fare ironico. Ha condiviso sul suo profilo Instagram la foto di un set di 8 mutandine dal costo complessivo di 5 euro. Sotto, la didascalia:

Però i miei slip costavano pochissimo! Ora posso riappropriarmi delle parole dette, dell’energia nuova, della poca retorica e di un concerto che per chi lo ha vissuto è stato e sarà sempre qualcosa di più che una maglietta firmata, comprata o prestata?

La conduttrice devolverà il suo cachet in beneficenza

Una notizia che invece sembra essere passata in sordina è invece quella secondo cui Ambra donerà il suo cachet in beneficenza. L’organizzazione del concerto ha messo a disposizione 10mila euro, i quali saranno usati come borsa di studio o “pronto-aiuto” in dono a chi ne ha più bisogno. In particolare in questi giorni la presentatrice individuerà a chi donare quei soldi, tramite un’attenta analisi: famiglie in difficoltà, persone alle prese con un periodo difficile magari dopo un licenziamento, o forse un giovane con originali idee imprenditoriali che cerca di inserirsi nel mondo del lavoro.

Un’operazione, quella sopra esposta, perfettamente in linea con lo spirito e l’ideologia del concerto. Peccato però che una notizia del genere interessi poco i polemici del web, per i quali indignarsi è come respirare.

Rossella Micaletto

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