Malasanità in Yemen: medicinali contaminati uccidono 10 bambini

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In Yemen, nell’ultimo mese, alcuni medicinali contaminati hanno ucciso almeno dieci bambini affetti da leucemia. Il caso ha sollevato la rabbia della popolazione yemenita che, sui social, si è scagliata contro il Ministero della Salute Pubblica Houthi e contro le istituzioni sanitarie. La malasanità in Yemen è un problema sempre più evidente.

Il caso dei medicinali contaminati

Sono almeno 10 i bambini, tra i tre e i quindici anni, affetti da leucemia, uccisi nell’ultimo mese da medicinali contaminati chemioterapici. I giovani pazienti oncologici erano ricoverati al Kuwait University Hospital nella capitale Houthi, San’a’, dove erano in cura. In forma anonima, gli operatori sanitari dell’ospedale hanno rivelato che le dosi del farmaco chemioterapico somministrate ai bambini erano scadute da un lungo periodo. In più, nel metotrexato – questo il nome del medicinale – risultava una contaminazione batterica dannosa per l’essere umano. Figuriamoci per dei bambini. Interrogati dai giornalisti di The Associated Press, i sanitari intervistati hanno inoltre rivelato che il metotrexato, somministrato a circa 50 tra bimbi ed adolescenti, è un farmaco contrabbandato dall’India, luogo di produzione originaria. Sempre secondo le fonti del Kuwait Hospital, sono in realtà 19 i bambini purtroppo deceduti e non 10, come invece dichiarato.

La malasanità in Yemen

Dallo scoppio della guerra, nel 2014, le risorse basilari hanno cominciato a scarseggiare. Prime fra tutte, quelle alimentari e quelle sanitarie. Il settore medico yemenita giace in uno stato di devastazione ormai sempre più evidente: le strutture sanitarie sono paralizzate e a pagarla sono, ovviamente, i pazienti, anche quelli più piccoli. Visto che i farmaci sono diventati essenzialmente introvabili sul mercato, a gestirne il commercio risultano essere i contrabbandieri. L’uso di medicinali di contrabbando è diventato estremamente comune, a causa della passività di entrambi i  governi, a San’a’ e a Aden. A Middle East Eye, un farmacista della capitale, controllata dagli Houthi, ha detto:

Confiscarli non è una soluzione perché i pazienti acquisteranno ciò di cui hanno bisogno, anche dalle stesse case dei contrabbandieri.

Ed è proprio così. Molti yemeniti preferiscono, infatti, acquistare farmaci di contrabbando, più economici e facilmente reperibili.

Gli operatori sanitari del Kuwait University Hospital hanno poi rivelato ad Aljazeera che molti dei funzionari Houthi lavorano in gran segreto con i contrabbandieri per garantire a questi ultimi il monopolio dei medicinali, scaduti e contaminati. Per di più, molte case farmaceutiche estere si rifiutano di consegnare i propri medicinali allo Yemen perché la nazione non può garantire la conservazione di essi a una giusta temperatura e a uno stato decente.

Durante una conferenza stampa, il Ministero della Salute Houthi ha accusato la coalizione saudita di aver causato volontariamente la mancanza di farmaci nelle aree che rispondono a San’a’. Ha anche annunciato di aver formato un comitato investigativo per far luce sulla questione. Muammar Al-Eryani, invece, Ministro dell’Informazione yemenita, ha invece rivelato l’esistenza di un report che accerterebbe le colpe dei ribelli Houthi nel caso dei 10 bambini. Secondo il politico, a San’a’ avrebbero intenzionalmente manipolato la data di scadenza dei medicinali per poi distribuirli agli ospedali del Paese. Al-Eryani ha poi invitato, con un post su Twitter, l’ONU e l’OMS ad indagare meglio sulla questione.

Si può affermare, sicuramente, che a causa del conflitto tra la coalizione saudita e i ribelli Houthi, il settore sanitario yemenita è il peggiore al mondo e giace in una situazione da crisi umanitaria. Sempre secondo Aljazeera, i morti per malasanità in Yemen arriverebbero a quota 150 mila.

La rabbia e la preoccupazione degli yemeniti non può essere ignorata

All’agenzia stampa francese AFP, la madre di uno dei dieci bambini uccisi a causa di medicinali contaminati ha dichiarato che suo figlio

aveva vari dolori, quindi un medico gli ha prescritto dei sedativi, ma il suo dolore è solo peggiorato e ha perso conoscenza.

Il caso dei 10 bambini deceduti per malasanità ha sconvolto la popolazione yemenita. Molti pazienti oncologici vivono nel terrore che possa accadere a loro lo stesso.  Middle East Eye, sito di informazione che ha avuto il merito di raccogliere le varie testimonianze, ha riportato le angosce e le paure dei cittadini yemeniti.

Ero terrorizzato perché loro erano in cura in un ospedale pubblico e la loro medicina avrebbe dovuto essere testata prima di essere usata

ha detto alla testata un paziente malato di cancro al fegato.

Intervistato sempre da Middle East Eye, un farmacista di San’a’ ha dichiarato:

La soluzione è facilitare l’importazione di medicinali attraverso le aziende mediche. I pazienti non possono sopravvivere senza di loro.

Nella speranza che il suo appello a una facilitazione dell’importazione di medicinali non rimanga inascoltato. L’unica, terribile, constatazione fattuale è che gli orrori della guerra puniscono sempre i più deboli. E in questo caso, si tratta di bambini.

Elena Malusardi

 

 

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