Dallo stress la malattia del cuore infranto: la cardiomiopatia Takotsubo

Colpisce soprattutto le donne dopo la menopausa

Insorge con gli stessi sintomi dell’infarto

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La cardiomiopatia Takotsubo è una sindrome cardiaca acuta, identificata di recente, che simula l’infarto miocardico. Deve il suo nome al particolare aspetto che assume il cuore a causa della discinesia: stretto in alto e largo in basso, assomiglia al takotsubo, un cestello giapponese utilizzato dai pescatori per la cattura dei polpi.




La cardiomiopatia Takotsubo, detta anche cardiomiopatia da stress o sindrome del cuore infranto,  è una sindrome (insieme di segni e sintomi) caratterizzata da disfunzione sistolica regionale acuta del ventricolo sinistro, spesso correlata a stress psicofisico acuto. Colpisce soprattutto le donne, con un rapporto tra femmine e maschi variabile da 6 a 12:1; soprattutto dopo i 55 anni di età. Essa simula perfettamente il quadro clinico dell‘infarto miocardico acuto: dolore precordiale, alterazioni dell’elettrocardiogramma come ischemia cardiaca e lieve aumento degli indici ematici di miocardionecrosi. Tuttavia le coronarie di questi soggetti (le arteriole che nutrono il cuore, occluse in caso di infarto) sono pervie e funzionanti. Tende in genere ad autorisolversi, tuttavia si può complicare con lo shock cardiogeno, l’arresto cardiaco e la rottura del miocardio.

takotsubo
Fonte: giornaledicardiologia.it

Il quadro clinico

Come già detto, la cardiopatia Takotsubo insorge con gli stessi segni e sintomi dell’infarto miocardico acuto (IMA):

  • dolore precordiale:  i soggetti avvertono un dolore al centro del petto (precordio), che non varia con la posizione e non è correlato alla respirazione;
  • alterazioni dell’elettrocardiogramma (ECG): l’elettrocardiogramma di questi pazienti è alterato nel tratto ST, ovvero nella fase di ripolarizzazione (come avviene in caso di ischemia cardiaca);
  • aumento degli indici ematici di miocardionecrosi: quando le cellule del cuore (miocardiociti) vengono danneggiate rilasciano in circolo alcune proteine specifiche (troponina) nel circolo sanguigno;
  • disfunzione sistolica: all’ecocardiografia (ecografia del cuore) si può vedere come il cuore sia in sofferenza e alcune aree di esso si muovano male (nella forma tipica di Takotsubo è l’apice ad essere ipocinetico).

La differenza tra infarto e Takotsubo viene riscontrata alla coronarografia. Grazie a questo esame (invasivo) si può studiare il circolo coronarico inserendo un catetere in un’arteria principale e raggiungendo le coronarie, visibili mediante un mezzo di contrasto iodato e un acceleratore lineare. Le coronarie dei soggetti infartuati sono malate, con occlusioni più o meno gravi che determinano l’insorgere dell’infarto; nelle persone con Takotsubo invece sono pervie e sane.




Le cause

Come già evidenziato, non si conoscono le specifiche cause della malattia. Tuttavia sono state formulate alcune ipotesi sulla base delle 3 principali caratteristiche della Takotsubo:

  • Interessa donne anziane: le più colpite sono le donne in fase post-menopausa, rari i casi in donne più giovani o negli uomini;
  • Viene scatenata da un forte stress psicofisico: nei 2/3 dei casi un intenso stress emotivo (incidente automobilistico, grave lutto, spavento intenso) o fisico (trauma, intervento chirurgico, malattie non cardiache) precede l’esordio;
  • La disfunzione cardiaca è regionale: nella forma classica di Takotsubo è l’apice del cuore a risultare ipocinetico, con compromissione della funzione dello stesso.

L’ipotesi

takotsubo
Fonte: drsvenkatesan.com

L’ipotesi più accreditata vede come causa l’iperstimolazione della corteccia cerebrale dovuta allo stress (sia fisico che psichico). Il cervello risponde attivando il sistema nervoso simpatico (no, non fa ridere) e portando ad un’ipersecrezione di catecolamine (come adrenalina e noradrenalina). Questa tempesta di catecolamine risulta tossica per il cuore, in quanto provoca:

  • spasmo del microcircolo: se i vasi coronarici si riducono di calibro al cuore giunge meno sangue (-ossigeno=danno);
  • danno miocardico direttole catecolamine provocano danni ai miociti;
  • disordini metabolici: sembra che a causa delle catecolamine si assiste ad un’alterazione del metabolismo del glucosio (zucchero fondamentale per il metabolismo cellulare). In uno studio con tomografia ad emissione di positroni (PET), gli scienziati hanno osservato come la captazione di F-18 fluorodesossiglucosio (FDG) era severamente ridotta a livello dell’apice del cuore.

La disfunzione regionale, oltre che per l’alterato metabolismo del glucosio, potrebbe essere inoltre legata alla presenza di un maggior numero di terminazioni simpatiche per le catecolamine a livello dell’apice. La maggiore incidenza nelle donne in fase post-menopausale potrebbe essere correlata al calo di ormoni estrogeni, il quale partecipa alla disfunzione dei vasi sanguigni.

“Il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce” – Blaise Pascal

A volte queste ragioni fanno venire il crepacuore.

Marco Giglia

Fonti:

Medicina interna sistematica –  Harrison vol. 2

La cardiopatia Takotsubo: documento di consenso di S. Novo e coll. – Giornale di Cardiologia

 

 

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