Una mamma per amica: un revival di pura nostalgia

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Le operazioni nostalgia vanno di moda, questo è vero. Il mondo dell’audiovisivo è pieno di vecchi brand che ritornano dalle ceneri come l’araba fenice per spillare gli ultimi quattrini ai fan di turno. Ghostbuster, Jason Bourne, Harry Potter, Star Wars: la lista è sconfinata. La nuova serie targata Netflix di Una mamma per amica ne fa senz’altro parte, ma mantenendo una sua dignità autoriale.

La serie originale

Gilmore Girls (titolo originale della serie) è stata un successo dei primi anni 2000. Un prodotto di culto. Ideale per gli adolescenti dell’epoca grazie alla leggerezza e all’originalità con cui proponeva tematiche teen oriented. La scrittura brillante, caratterizzata dalla parlantina inarrestabile delle due ragazze Gilmore, era il marchio di fabbrica della serie.

Ambientata nella cittadina luccicante e fuori dal mondo di Stars Hollow e costellata da un coro di personaggi secondari comici e un po’ grotteschi, le puntate andavano avanti alternando alle risate le vicende amorose della adolescente Rory e della giovane madre Lorelai. Era una serie irresistibilmente amabile, che è rimasta nei cuori di tanti spettatori.

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Il revival

Una mamma per amica si è conclusa senza troppi clamori dopo sette stagioni. Un finale forzato dalle incomprensioni produttive con gli autori che non ha mai davvero soddisfatto i fan. Dopo nove anni, dunque, un ritorno di cui forse non si sentiva il bisogno ma che resta sicuramente molto apprezzato.

Una miniserie di quattro puntate, per la verità quattro film da 90 minuti, uno per ogni stagione dell’anno. Rory è cresciuta e il mondo è cambiato, ma tutti i personaggi che consciamo sono ancora là. Luke, Paris, Emily, Jess, Logan sono un po’ invecchiati ma sempre gli stessi. Manca solo il nonno Richard, a causa della scomparsa dell’attore Edward Hermann.

Al centro della narrazione ci sono le crisi delle protagoniste. Da una parte quella lavorativa ed esistenziale di Rory (coerentemente con la sua generazione), dall’altra la classica crisi di mezza età di Lorelai. In più c’è Emily, ancora incapace di elaborare il lutto e in procinto di reinventare la propria vita. Le ragazze Gilmore formano così un trittico di donne di generazioni diverse, impegnate con gli intoppi delle rispettive età.

Tutto molto semplice e lineare, nessun dramma esagerato, nessun colpo di scena. Solo quella sensazione di nostalgica malinconia stemperata da una comicità pervasiva e mai eccessiva.

Il confronto con le serie attuali

Dopo Breaking Bad, Mad Men, Game of Thrones e tante altre serie epocali, l’inconsistente leggerezza di Stars Hollow non sembra essere più al passo con i tempi. Ma questo revival non deve entrare in confronto con i prodotti odierni. È un’operazione molto specifica, fatta apposta per non deludere gli appassionati.

L’apertura sul finale dell’ultima puntata, però, potrebbe fare ipotizzare la continuazione della serie, magari seguendo un formato canonico. Sarebbe una scelta clamorosa e probabilmente fallimentare. Anche perché questo finale tanto discusso chiude alla perfezione il cerchio aperto 15 anni fa.

Un cerchio che non va più toccato. Una mamma per amica ha fatto il suo tempo ed è giusto che rimanga semplicemente nei ricordi di chi l’ha seguita puntata dopo puntata. Guardate dunque queste ultime sei ore, questo regalo nostalgico impacchettato ad hoc. Ve lo godrete senz’altro. Tornerete adolescenti per un po’ e potrete dire addio senza rimpianti ai luoghi e ai personaggi che tanto avete amato.

articolo di Carlo D’Acquisto

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