Mamma licenziata dall’Ikea: arriva la replica dell’azienda

Fonte worky.biz
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“Dalla lavoratrice gravi episodi di insubordinazione” dice Ikea. Intanto la mamma licenziata supportata dai sindacati chiede il reintegro.

Il comunicato

È arrivata la replica della multinazionale in merito al licenziamento della dipendente mamma di due bimbi di cui uno disabile, che vede l’azienda coinvolta in un vortice di polemiche.

“Pur avendo fatto il possibile per andare incontro alle richieste della lavoratrice, Ikea ha ritenuto non accettabili i gravi e pubblici episodi di insubordinazione. I suoi comportamenti hanno compromesso la relazione di fiducia e portato a una insostenibile situazione”: così recita una nota diramata da Ikea per giustificare l’estremo provvedimento preso nei confronti della donna.

“Negli ultimi otto mesi la signora Ricutti ha lavorato meno di sette giorni al mese e per circa la metà dei giorni lavorati ha usufruito di cambi di turno e spostamenti di orario concordati con i colleghi e con la direzione del negozio. Nell’ultimo periodo, in più occasioni, la lavoratrice, per sua stessa ammissione, si è autodeterminata l’orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell’area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili”.




“Di fronte alla contestazione di tali episodi e alla richiesta di spiegazioni da parte dei suoi responsabili su questo comportamento, la signora Ricutti si è lasciata andare a gravi e pubblici episodi di insubordinazione. Sulla base dei propri valori, del rispetto dovuto alla totalità dei propri collaboratori e della cura dei propri clienti, Ikea ha dunque preso la decisione difficile quanto necessaria di interrompere il rapporto di lavoro”.

La solidarietà

Nonostante la comunicazione di Ikea atta a dare spiegazioni in merito alla decisione presa dai vertici dell’azienda svedese, la mamma licenziata continua a ricevere sostegno dai colleghi, dalla gente comune e dalle autorità. Il viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova ha twittato chiedendo ad Ikea di ripensarci e la vicepresidenza dei deputati del partito democratico ha comunicato di aver depositato una interrogazione parlamentare per chiarire le motivazioni che hanno spinto l’azienda a licenziare Marica Ricutti.

Le organizzazioni sindacali supportano pienamente la richiesta di reintegro della mamma licenziata ed esprimono tutto il loro disappunto in merito alla questione. Annamaria Furlan rappresentate Cisl, parla di offesa a tutte le madri: “È una vicenda che mortifica tutte le donne madri. Ikea deve tornare sui propri passi e rispettare le norme che tutelano le lavoratrici madri. Con la contrattazione si possono affrontare le questioni che riguardano la tutela della maternità, ma occorre buon senso e corrette relazioni sindacali. Il rispetto per le donne passa anche attraverso il riconoscimento del lavoro di cura e di assistenza ai propri familiari, soprattutto quando si tratta di persone deboli e non autosufficienti”.

I lavoratori dell’Ikea di Corsico hanno proclamato una mobilitazione per il 5 Dicembre a supporto delle motivazioni della collega, delle esigenze del suo bambino e per il rispetto della dignità umana.

Anna Lattanzi

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