Mandato d’arresto per Trump, l’Iran lo accusa per la morte di Soleimani

Mandato d’arresto per Donald Trump. A emetterlo, la procura di Teheran. Un problema in più per il presidente degli Stati Uniti, già alle prese in patria con la recrudescenza della pandemia di coronavirus e le sempre più accese tensioni razziali legate all’uccisione di George Floyd e altri afroamericani da parte della polizia.

 

OMICIDIO E TERRORISMO

A diffondere la notizia è stata l’agenzia di stampa iraniana Fars. The Donald è sotto accusa per la morte di Qassem Soleimani, il generale a capo delle forze Qods dei Pasdaran, ucciso lo scorso 3 gennaio nel corso di un raid all’aeroporto di Baghdad. Il mandato d’ arresto non riguarda solo Trump, ma 36 persone in tutto, americani e non.  Tra questi figurerebbero diversi funzionari dell’amministrazione statunitense,  a vario titolo coinvolti nell’operazione

Il procuratore di Teheran ha spiegato all’agenzia iraniana che Trump è accusato di “omicidio e terrorismo”, e che continuerà ad essere perseguito anche dopo la fine del suo mandato presidenziale L’Iran avrebbe anche chiesto aiuto all’Interpol, affinché emetta un’allerta rossa, il livello d’allarme più alto.  Si tratta di una richiesta alle forze dell’ordine di tutto il mondo affinché fermino i sospettati per poi eventualmente estradarli o consegnarli, nel caso specifico alle autorità iraniane.




Ma difficilmente l’organismo di polizia, la cui sede principale è a Lione, in Francia, darà seguito alla richiesta. I suoi regolamenti vietano infatti qualsiasi intervento o attività di natura politica. Il capo della Casa Bianca non dovrebbe perciò rischiare davvero di finire in prigione. E d’altronde gli Stati Uniti hanno subito bollato l’iniziativa come pura propaganda. Ma il mandato d’arresto per Trump è una mossa destinata a esacerbare ulteriormente le tensioni tra i due paesi e nell’area mediorientale.

 

STRADA ACCIDENTATA PER LA RIELEZIONE

A poco più di quattro mesi dalle elezioni presidenziali, il cammino verso la conferma alla Casa Bianca sembra complicarsi ogni giorno che passa. A volere la morte di Soleimani era stato lo stesso Trump.  Considerava i Pasdaran un’organizzazione terroristica pericolosa per la sicurezza americana.

Trattandosi però di un personaggio dall’enorme influenza nell’area, il suo assassinio ha contribuito a far impennare le tensioni tra i due paesi, già latenti da tempo, specie dopo il ritiro Usa dall’accordo sul nucleare firmato nel 2015. 

E per un presidente che già deve fare i conti con tanti problemi interni, questa nuova grana non sembra un buon viatico verso il voto autunnale. I sondaggi lo danno in netto svantaggio nei confronti del candidato democratico Joe Biden.

 

DINO CARDARELLI

 

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