Manovra Renzi su Equitalia, strategia per la campagna elettorale?

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La notizia che il governo Renzi vuole abolire Equitalia per un metodo di riscossione meno brutale e intransigente, tiene banco ormai da diverso tempo. Entro pochi mesi infatti la società verrebbe mandata in pensione e le sua principale funzione di riscossione delle imposte sarà attribuita all’Agenzia delle Entrate che tutt’oggi ne possiede già il 51% della proprietà ( l’altro 49% è posseduto dell’INPS).

A parte il “fantasioso” cambio del nome, la manovra finanziaria permetterebbe ai cittadini residenti in Italia e all’estero di pagare ratealmente i debiti nei confronti dello stato ed enti matteo renzilocali (fino a 100.000 euro) approfittando della cancellazione delle sanzioni aggiuntive e degli interessi di mora. In questo modo i cittadini ma soprattutto le moltissime piccole/medio imprese in crisi avrebbero la possibilità di rimettersi in regola senza dover pagare cifre astronomiche per via delle cartelle esattoriali , permettendo allo stesso tempo di combattere l’evasione fiscale e di recuperare quasi 4 miliardi di euro per lo stato.

La conseguenza della manovra sarebbe anche quella di diminuire i costi del personale (quasi 8000 dipendenti) tramutando gli attuali contratti di assunzione di tipo bancario ( Equitalia e una società per azioni formalmente privata) in contratti di tipo pubblico.

Tutte buone intenzioni, ma come la mettiamo con quegli onesti cittadini che da sempre pagano le tasse , che non vanno in ferie da anni perché a giugno e dicembre lo stato reclama il loro sangue, quelli che pagano le multe in tempo e che s’illudono che così facendo l’Italia possa un giorno diventare un paese più giusto e più onesto?

Insomma è lodevole l’intenzione di rendere più “ umana “ la macchina della riscossione dei debiti anche se l’obbiettivo è soltanto quello rimpinzare le casse dello stato, ma perché farlo prendendo in giro sempre i soliti onesti cittadini ?

Per accaparrarsi i voti in vista del referendum , Renzi sembra ripercorre una vecchia strategia già adottata da Berlusconi sui condoni edilizi; solamente che a differenza del suo predecessore, l’ex sindaco di Firenze ora deve conquistare la fiducia di una frangia di elettori tutt’altro che di centrosinistra e cioè le piccole/medio imprese.

Inoltre la prerogativa di combattere l’evasione fiscale con una sanatoria grossolana risulta quanto mai discutibile .

Per quale motivo infatti tutti coloro che fino ad oggi hanno ostinatamente evaso le tasse dovrebbero tutto ad un tratto autodenunciarsi? E ancora, come è possibile diminuire i costi del personale se lo stato dovrà assumere quasi 8000 nuovi dipendenti nella pubblica amministrazione , molti dei quali ritenuti non idonei per non aver superato il concorso pubblico ?

La trovata dello stratega Renzi e del suo braccio destro Filippo Sensi, più che una riforma finanziaria sembra essere una mossa elettorale studiata ad hoc per recuperare voti, non a caso lo stesso Sensi in tempi non sospetti scrisse su twitter : “ Il primo che promette l’azzeramento delle more di Equitalia si porta a casa il paese per un decennio”…

 

 

Maurizio Ferrero 

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