Manovra: il 2,4% non è più intoccabile

Salvini: "Non è un problema di decimali"

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Dopo il dialogo tra Conte, Angela Merkel e Macron, Roma si riavvicina all’Unione Europea. Si apre la possibilità di modifiche alla Manovra.

Ieri Angela Merkel ha dichiarato al Consiglio dei capi di Stato e di governo dell’UE di appoggiare la possibilità di un compromesso tra il governo italiano e la commissione UE. Il presidente francese Macron ha considerato il dialogo con Conte “una buona discussione”. Il premier italiano ritiene di aver ritrovato un clima positivo e di fiducia reciproca all’interno dell’UE.

Cosa è cambiato?

Sono passati poco più di dieci giorni dalla lettera del ministro Tria alla commissione UE. Il governo italiano aveva deciso allora di non cambiare la manovra  e addirittura aveva dichiarato “limite invalicabile” il livello del deficit al 2,4% del PIL.

Oggi la situazione sembra volgere verso una maggior apertura da parte del governo giallo-verde. Durante un’intervista con Adnkronos il vicepremier Salvini ha dichiarato che “se c’è una manovra che fa crescere il Paese può essere il 2,2 o 2,6… non è un problema di decimali, è un problema di serietà e concretezza”.

Stamattina anche il suo alleato Luigi di Maio ha rilasciato dichiarazioni simili a Radio Radicale“Se all’interno della contrattazione deve diminuire un po’ il deficit per noi non è importante, il tema non è lo scontro con l’UE sul 2,4%”. Ha sottolineato poi che non bisogna abbattere “di una sola persona la platea che riceve quelle misure” .

I rischi per l’Italia

Dopo aver bocciato la manovra economica italiana, la Commissione UE ha richiesto una procedura di infrazione per disavanzo eccessivo. Di cosa si tratta? È uno strumento a cui l’UE può ricorrere quando uno Stato membro supera uno dei parametri di Maastricht: il deficit annuale, che non può superare il3% del PIL e il debito pubblico, che non deve essere superiore al 60% del PIL.

Nel caso dell’Italia il 2,4% previsto dalla manovra a livello numerico non supera il parametro. Il problema è che nessuno crede alla crescita futura prevista dal governo italiano, considerato troppo ottimista. Per questo la Commissione è convinta che ben presto il deficit italiano supererà il 3% del PIL.

Che cosa prevede la procedura di infrazione?

Se la procedura dovesse essere avviata in modo ufficiale, l’Italia avrebbe dai tre ai sei mesi di tempo per raggiungere gli obiettivi fissati dal Consiglio. Alla fine del tempo prestabilito, nel caso di giudizio negativo da parte della Commissione UE sui risultati ottenuti dallo Stato italiano,  il Consiglio potrebbe decidere di imporre delle sanzioni.

Le principali sanzioni previste dalle leggi europee sono tre. La prima è la trattenuta di una percentuale del PIL. Poi c’è la possibilità di una multa con una base fissa dello o.2% del PIL e infine  la sospensione dei fondi strutturali europei destinati all’Italia.

Quali sono i prossimi passi?

Il Consiglio dovrà decidere se appoggiare o meno la richiesta della Commissione per la procedura di infrazione.Il premier Conte ha avviato un dialogo con l’UE, Germania e Francia proprio per cercare di evitare le sanzioni. 

Salvini spera che il Consiglio prenda una decisione solo dopo l’approvazione al Parlamento della manovra in quanto “in Parlamento ci sono tante proposte, emendamenti , suggerimenti”.  Anche Di Maio ha dichiarato che l’UE deve “darci il tempo di farla [la manovra, ndr] discutere ai parlamentari, perché il Parlamento è sovrano e potrà innovarla, migliorarla e perfezionarla” .

Stasera ci sarà un vertice tra il premier Conte, i vice Salvini e Di Maio e il ministro Tria per discutere della manovra e degli emendamenti che potrebbero essere proposti.

Giulia Dardano

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