Marketing spaziale: se un display occupasse il cielo

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Immagina una sera d’estate con tante stelle, il silenzio e la pace. Immagina adesso comparire nel cielo un logo di una marca, un banner pubblicitario. Incredibile? Secondo la startup russa StartRocket presto sarà una realtà. Capiamo però da dove nasce questa idea di marketing spaziale.

Lo spazio sembra avere tutte le carte in regola per diventare un vero e proprio mezzo di comunicazione. Il marketing da sempre rappresenta una delle leve più importanti per l’avanzamento in ambito tecnologico, e anche stavolta non rimane indietro. Lo spazio è sempre stato percepito come una dimensione affascinante, ma lontana, e oggetto di studio formale. Molti astronomi quindi si chiedono se una dimensione più ludica possa attecchire nello spazio. Concentriamoci però sulle caratteristiche più tecniche della realizzazione del progetto per un marketing spaziale.

Caratteristiche tecniche

Il display che verrà creato dall’azienda orbiterà a circa 400-500 km di altitudine e avrà la capacità di proiettare 3-4 immagini o messaggi al giorno, su una superficie di circa 50 chilometri quadrati riflettendo la luce solare. I messaggi saranno costruiti con l’utilizzo di satelliti, che posizionandosi nel cielo ricreeranno la comunicazione richiesta dal cliente. Perché StartRocket ritiene che il progetto del marketing spaziale possa funzionare? La copertura potenziale di audience è di 7 miliardi di persone

Possibili utilizzi

Il marketing non è l’unica modalità di utilizzo del display orbitale. Potrebbe essere di grande aiuto in caso di emergenza e di mal funzionamento dei telefoni per proiettare messaggi utili alla popolazione e potrebbe funzionare da cassa di risonanza per eventi di intrattenimento, quali il Super Bowl.

Qualche data

Rendiamo il progetto spaziale un po’ più concreto:

  • Novembre 2019. Scelta del luogo di produzione, sviluppo del progetto, costruzione del centro di controllo e di lancio, inizio delle vendite.
  • Gennaio 2021. Il primo lancio.
Considerazioni necessarie

Oltre al prezzo da pagare per raggiungere l’audience, che dovrebbe oscillare tra i 9 e i 15 dollari a persona potenziale, sono ben altre le preoccupazioni che il progetto provoca. Una ad esempio riguarda l’aumentare del numero di satelliti in orbita, che accresce il rischio di collisioni e di immondizia spaziale. Un’altra riguarda l’inquinamento luminoso e la difficoltà nel controllare i movimenti dei satelliti, oltre che a livello etico e legale la difficoltà nel decidere in quali porzioni di spazio operare.

Tirando le fila dei pro e dei contro di questo ingegnoso progetto, possiamo dire che il display orbitale è ad oggi molto difficile da immaginare, specialmente funzionante. I rischi che comporterebbe sono reali nella forma in cui viene descritto oggi, ma attendiamo presto migliorie per un marketing spaziale meno invasivo e controllato.

Angelika Castagna

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