Marocco: uno dei falsi paradisi terrestri

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Il Marocco non è solo Marrakech.
E’ anche Smara.
Non troverete i grattacieli di Casablanca né le ville sfarzose di Rabat, ma piccole e bianche case arabe semidistrutte.
Troverete soprattutto tende.
Case di fango e lamiera dove vive il Popolo Dimenticato: Saharawi.

I figli del deserto che da oltre settantanni reclamano la loro indipendenza e per questo vengono aspramente combattuti dal Regno del Marocco che non ha nessuna intenzione di cedere le terre ricche di fosfati che da Smara arrivano fino a Bir Gandus al confine con la Mauritania.

Nel 1960 l’ONU riconobbe il loro Diritto all’Indipendenza e nel 1965 ratifico’ tale decisione, stabilendo che il Saharawi era una Nazione ed un Popolo libero.

Il Marocco se ne frego’ altamente di quelle risoluzioni e nel 1975 invase con 25.000 soldati quelle terre, uccidendo gli abitanti e saccheggiando le loro case.
Il territorio fu devastato dai bombardamenti con il napalm.
Migliaia i morti.
L’ONU non mosse un dito.
Qualche flebile protesta fu messa a tacere dal veto americano di discutere del problema.

I Saharawi furono confinati sulle dune del deserto.
Molti fuggirono in Algeria, accampandosi nei pressi di Tindouf, mal visti e mal sopportati dal regime algerino.
Fu loro imposto di vivere entro e non oltre i confini della cittadella e 1500 soldati furono inviati a garantire l’editto.

Nel 1991 l’ONU decreto’ che il Popolo Saharawi doveva esprimersi con un referendum sulla costituzione di uno Stato Sovrano.
Il Marocco brucio’ e distrusse ogni centro di raccolta firme, i soldati rastrellarono gli abitanti e li scaricarono nel deserto del Sahara, senza viveri, senza acqua, senza alcun riparo.
Non ritorno’ nessuno da quel viaggio criminale.

In sintesi, il Marocco è un Paese criminale che nasconde lo sterminio di un Popolo dietro la faccia di un Re despota e intollerante che guida una Nazione anch’essa privata di ogni Diritto Civile.

E’ una dittatura tramandata per volere “divino” da una famiglia che generazione dopo generazione tiene sottomesso il suo Popolo e ne stermina un altro.
Il tutto dietro le lucine dei palazzi, dei negozi alla moda, delle Avenue colorate di Casablanca.

E i turisti vanno a mangiarci il cous-cous…

 

Claudio Khaled Ser

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