Marta Di Giacomo denuncia il suo stalker su Fb

E' successo a Napoli: da oltre tre mesi Marta convive con la paura di un ragazzo incontrato casualmente mentre camminava. Giovedì aveva trovato un biglietto sotto la porta "Vuoi dormire con me?"

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Quel biglietto trovato sotto la porta è stato l’ultimo capitolo dell’incubo con cui Marta Di Giacomo convive ormai tre mesi. Un incubo chiamato stalking, fenomeno che negli ultimi anni è stato spesso sottovalutato e che troppe volte è terminato in tragedie che si sarebbero potute evitare.

Un incubo di nome Stalking

La storia di Marta comincia come quella di tante altre ragazze vittime di stalking: tre mesi fa incrocia un ragazzo per strada, che sviluppa una vera e propria ossessione nei suoi confronti, convincendosi che che sarebbe sicuramente diventato il suo nuovo fidanzato. Inizia a seguirla, e dopo poco tempo ha già raccolto molte informazioni sul suo conto: sa come si chiama e, cosa ancora più preoccupante, sa dove vive.

Così inizia l’incubo di Marta. Quel ragazzo comincia a comparire improvvisamente per strada mentre lei cammina da sola, le lascia fiori sotto la porta, facendola vivere costantemente nella paura che qualcosa di brutto possa accadere da un momento all’altro.

La violenza

Lo scorso 4 luglio Marta Di Giacomo viene aggredita dal suo stalker, che la prende alle spalle stringendole i polsi. La ragazza viene trascinata da alcuni amici dello stalker, che le procurano lividi e graffi sul collo, costringendola a passare la serata in ospedale, dove viene accompagnata dalle sue amiche.

Con lei c’è anche il suo ragazzo, Christian, con cui Marta Di Giacomo è fidanzata da quattro anni. “Abbiamo passato una notte al pronto soccorso, fissando i graffi e i lividi che Marta aveva sul collo. L’aveva presa con la forza e sbattuta contro una macchina. Quando io e i miei amici siamo arrivati, lui se ne era già andato”.

La denuncia ai Carabinieri e il biglietto sotto la porta

Il giorno dopo Marta decide di andare a denunciare il suo aguzzino ai carabinieri, i quali avrebbero minimizzato la vicenda sostenendo che il ragazzo “sarà solo innamorato”. Ma giovedì scorso avviene qualcosa che, se possibile, è ancora più inquietante. “Intorno alle otto di sera il portiere del mio condominio è andato a casa. Pochi minuti dopo è arrivato lui, ed ha cominciato a suonare all’impazzata il campanello del citofono. Mi sono barricata in casa, chiudendo tutte le porte. Verso mezzanotte mi ero alzata per andare in cucina a bere un bicchiere d’acqua. E’ stato allora che ho notato quel biglietto, inserito sotto la porta, a metà tra dentro e fuori. Sul biglietto c’era scritta una domanda: “Marta, dormiamo insieme?”.

La lettera su Facebook

E’ la goccia che fa traboccare il vaso. Marta non ne può più di convivere costantemente con la paura, e, con un gesto coraggioso, decide di scrivere una lettera su Facebook indirizzata al suo stalker, di cui non conosce il nome: “So che mi leggerai, non so come trovarti per dirtelo a voce, ma sappi che non sono la tua ragazza, non dormiremo mai insieme e se fino a oggi ho avuto paura, ora sono solo arrabbiata”.

Vittorio Bottillo

 

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