Maxi operazione contro la ‘Ndrangheta, smantellato il clan Mancuso

È la più grande operazione mai portata a termine in Italia contro i clan della ‘Ndrangheta. I carabinieri del Ros e del comando provinciale di Vibo Valentia hanno arrestato 334 persone. Smantellato il clan Mancuso di Limbadi. A coordinare l’azione, la procura antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri.

 

IN MANETTE BOSS, POLITICI E IMPRENDITORI 

Coinvolti non soltanto membri dell’organizzazione criminale, ma anche esponenti politici e del mondo imprenditoriale. Tra gli arrestati figurano infatti Giancarlo Pittelli, avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia; Gianluca Callipo, sindaco di Pizzo Calabro e presidente regionale dell’Anci; Pietro Giamborino, ex consigliere regionale prima della Margherita e poi del Pd. Divieto di dimora in Calabria per Nicola Adamo, ex parlamentare e assessore regionale, anche lui del Partito Democratico.

In manette, come detto, anche numerosi imprenditori,  oltre a vari rappresentanti delle forze dell’ordine, commercialisti e avvocati. Secondo quanto emerge dalle indagini, sarebbe stato proprio Pittelli il tramite tra le cosche e il mondo politico e imprenditoriale, grazie ai suoi rapporti diretti con Luigi Mancuso, uno dei boss dell’omonima cosca.

 

LE ACCUSE

Si va dall’associazione mafiosa all’omicidio, passando per estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle finalità mafiose. Altre 82 persone risultano indagate. L’operazione non ha riguardato soltanto la Calabria, ma anche tante altre regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. Alcuni degli arrestati si trovavano all’estero (in Germania, Svizzera e Bulgaria). Sono finiti in manette in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso dalla stessa procura di Catanzaro. Sequestrati inoltre beni per un totale di 15 milioni di euro.




 

LA PIÙ GRANDE OPERAZIONE DAL MAXIPROCESSO DI PALERMO

Ci sono voluti tre anni e mezzo per arrivare al risultato odierno. Oltre 2.500 i carabinieri che hanno partecipato all’operazione, la più grande dopo quella che portò al maxi-processo di Palermo contro Cosa Nostra. A complicarla, anche la fuga di notizie che ha costretto ad anticipare il blitz di 24 ore. Tra gli elementi più rilevanti, è stato trovato anche un pizzino con cui si documenta la formula di conferimento del cosiddetto “tre quartino”, uno dei gradi più alti all’interno delle cosche. Giustificata la soddisfazione del procuratore Gratteri

È un sogno. Lavoravo a questa operazione dal primo giorno che sono arrivato a Catanzaro.  Si tratta di un’indagine seria, concreta, fondata. Numericamente è la seconda dopo il primo maxiprocesso condotto a Palermo da Falcone e Borsellino. Sono emerse le cointeressenze dei clan con esponenti del mondo politico e imprenditoriale. Abbiamo anche documentato summit, riunioni e incontri tra boss e affiliati.

 

 

DINO CARDARELLI

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