Da Media World, il San Valentino è solo per le coppie etero

Fonte: spetteguless.it
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Da Media World, il San Valentino vale solo per le coppie eterosessuali. Un concorso a premi discrimina palesemente le coppie omosessuali.

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Fonte: spetteguless.it

Media World, la famosa catena commerciale di elettrodomestici, ha lanciato un concorso a premi chiamato “La corsa di San Volantino”. Fin qui, niente di strano, se non che Media World, nel regolamento permette la partecipazione solo a coppie con partner di sesso opposto. Infatti dal volantino si legge chiaramente:

Dal 2 al 14 febbraio 2017 acquista uno dei prodotti partecipanti al concorso comunicati in questo volantino presentando in cassa la tua carta fedeltà Media World ed entro il 28 febbraio 2017 aggiorna l’anagrafica associata alla tua carta con tutti i dati richiesti (nome, cognome, dati di nascita, indirizzo, sesso, cellulare, mail): puoi vincere 100 secondi per afferrare tutta la tecnologia che vuoi! Entro il 3 marzo 2017 verranno estratti n° 3 di vincitori che si aggiudicheranno, ciascuno, la partecipazione all’evento “La Corsa di San Volantino”, ciascun vincitore avrà 100 secondi a disposizione per correre all’interno del punto vendita Media World designato e afferrare tutta la tecnologia che desidera, ma dovrà concorrere “in coppia” ossia insieme ad un Partner di Gara, da lui scelto, purché maggiorenne e di sesso opposto al proprio“.

L’iniziativa ha scatenato giustamente l’ira della comunità lgtb, che ha invitato tutti a boicottare il concorso. Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay dice: “Dopo 30 anni per farci riconoscere dallo Stato, non pensavamo ci volesse più tempo per farsi riconoscere da una catena commerciale, la differenza però è che cittadini italiani ci siamo nati, clienti Media World no. O cambiano il regolamento o noi cambieremo negozi“.. Pride Online lancia sui social la campagna #boicottaMediaWorld. Mario Colamarino, presidente del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, aggiunge che la campagna “è palesemente discriminatoria e sorprende che un’azienda di tale importanza sottovaluti l’impatto negativo che può avere“. (Fonte: repubblica.it)

100 secondi di shopping pazzo ma discriminatorio. Media World, dal canto suo, ha fatto sapere dai canali social di aver cambiato il regolamento. I panni sporchi si lavano in casa, diceva un vecchio detto, ma non con la lavatrice di Media World.

Laura Maiellaro

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