Messina. La cantilena razzista la cancellano i pennelli degli street artist

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Grazie a Ileana Panama, a Messina la cantilena razzista la cancellano i pennelli degli street artist del Collettivo FX e NessuNettuno.


Si possono chiamare la Digos o i Vigili del Fuoco per rimuovere striscioni che esprimono dissenso se pur non violento e legittimo, ma devi essere Ministro dell’Interno, oppure, come ha fatto Ileana Panama, giornalista messinese, ci si rivolge a degli street artist, Collettivo FX venuto dall’Emilia Romagna e NessuNettuno di Messina, e a Cristian, ferramenta del luogo, che ha offerto la pittura, per coprire una frase scellerata sul muro della salita Frantinaro, piccolo raccordo che congiunge Torre Faro a Messina.

“ Muerte a los negros” questa la sentenza. E vai di svastica qualora si avesse avuto il dubbio della paternità di tanto odio impresso sul muro. La frase micidiale è stata coperta ad arte con l’arte.

Due murales, uno dedicato a Fatim Jawara portiere del calcio femminile gambiano che, nel tentativo di cercare una vita migliore, è passata a miglior vita il 27 ottobre 2016 durante una traversata nel Mediterraneo a soli diciassette anni. Il secondo murales raffigura una balena simbolo di memoria e migrazione.

Ileana Panama

Migrare è un fatto naturale, ricordare è il dovere di ogni popolo. L’odio razzista oggi non è un rigurgito isolato di una frangia politica di estrema destra. L’odio razziale è un virus che ha colpito persone insospettabili che del populismo ne hanno fatto una religione. TV2000 nel programma di Paola Saluzzi L’ora solare ha mandato un servizio su questa vicenda e seguirà da vicino il progetto nato dai due Murales.

La memoria dipinta sui muri è un’iniziativa di Ileana Panama che partirà a gennaio. La giornalista incontrerà gli studenti delle scuole del messinese per spiegare loro che i muri si devono abbattere quando dividono, ma possono essere, anzi, devono essere raccontati quando hanno il volto di Fatim, il cui murales non copre volutamente tutta la svastica per non lasciare dubbi che, cito le parole di Che Guevara, “fino a quando il colore della pelle non sarà considerato come quello degli occhi noi continueremo a combattere”.

 

Tiziana Rando

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