#Metoo, Hollywood scende in piazza

Donne e uomini hanno manifestato a Hollywood contro le molestie sessuali portando nelle strade il popolare #metoo nato su Twitter

#metoo, Hollywood scende in piazza. Manifestanti contro le molestie sessuali

La manifestazione del 12 Novembre a Hollywood. Fonte: The New Indian Press
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Centinaia di persone si sono riunite ieri domenica 12 novembre sulla Hollywood Boulevard per manifestare contro le molestie sessuali e in difesa degli abusi in generale. A guidare la manifestazione Tarana Burke, che per prima nel 2006 utilizzo l’hashtag #metoo. «Per ogni Harvey Weinstein, c’è un centinaio di altri uomini nelle vicinanze che fa esattamente la stessa cosa» così ha affermato su Facebook l’attivista afroamericana.

L'attivista statunitense Tarana Burke
L’attivista statunitense Tarana Burke

L’hashtag #metoo che in queste settimane ha spopolato sui social media – soprattutto Facebook e Twitter – è nato sull’onda del clamore suscitato dalla bufera che ha travolto Harvey Weinstein. Il caso del produttore americano è scoppiato in seguito all’inchiesta del New York Times, che ha raccolto le accuse di molestie sessuali da parte di molte attrici, tra cui Ashley Judd e Rose McGowan. L’inchiesta del quotidiano statunitense si è allargata a macchia d’olio, coinvolgendo man mano molte star del cinema americano che hanno denunciato registi e produttori di Hollywood. I casi più clamorosi hanno riguardato Kevin Spacey e James Toback.

La prima a lanciare il #metoo è stata l’attrice statunitense Alyssa Milano in solidarietà con le donne che hanno subito molestie sessuali da parte di uomini di potere. Dal primo tweet fatto da Alyssa Milano, sono state centinaia le donne che in tutto il mondo hanno utilizzato #metoo per denunciare le molestie sessuali subite. Ma questo hashtag è stato lanciato per la prima volta nel 2006 da Tarana Burke. L’attivista americana in realtà utilizzò per prima l’hasthag #metoo con l’obbiettivo di aiutare a reagire tutte le donne – in particolare quelle di colore – che come lei erano state vittima di stupro o molestie sessuali.

In Italia lo scandalo Weinstein ha avuto clamore mediatico a causa delle accuse di Asia Argento nei confronti del produttore americano. Dopo le rivelazioni dell’attrice italiana si è diffuso anche nel nostro paese l’hasthag #metoo, accompagnato da quello proposto dal sito femminista “Pasionaria.it” #quellavoltache.

Anche sui social italiani sono state diverse centinaia le donne che hanno utilizzato i due hashtag denunciando pubblicamente molestie subite sia nella vita privata che sui luoghi di lavoro. E così come negli Usa è scoppiato anche un “caso Weinstein” italiano. Infatti, sono molte le attrici italiane che in questi giorni stanno denunciando registi e produttori. L’unico sul quale per ora ci sono denunce certe è il regista romano Fausto Brizzi.

Se da un lato è indubbio il fatto che questi hashtag siano stati un valido strumento di denuncia, dall’altro per molti rappresentano strumenti di cui si è abusato con l’unica conseguenza di banalizzare un problema reale.

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