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Metroid: il destino della storica cacciatrice di taglie Nintendo

Cosa ne è oggi degli ambienti ostili magistralmente prodotti da Nintendo di Metroid?

Metroid Other M. Da: ign.com
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Sappiamo ormai tutti come Nintendo sia stata ed è ancora oggi una delle compagnie più influenti del mondo videoludico. Tra le varie produzioni, se ne contano alcune particolarmente famose, legate però ad una conformazione di trama e gameplay sensibilmente diversa rispetto ai classici Mario o Kirby. Una di queste produzioni di “nicchia”, ma non per questo meno conosciute, è Metroid, serie nata nel 1986 insieme a titoli del calibro di “The Legend of Zelda” e ” Super Mario Bros: the lost levels”.
La saga di Metroid segue la storia di una cacciatrice di taglie chiamata Samus Aran, che grazie ad una tuta speciale riesce a viaggiare in diverse aree e a distruggere qualsiasi ostacolo sul suo cammino, grazie ad un arsenale altamente potenziabile e personalizzabile, sia nelle armature che nelle armi.

Quella di Samus Aran è una storia di solitudine in ambienti ostili, e ciò si può notare soprattutto nella qualità del gameplay, che si concentra sull’essere uno sparatutto bidimensionale con elementi di platform, e al giorno d’oggi ha fatto nascere il genere definito come “Metroidvania”, che include i giochi bidimensionali composti da una mappa visitabile in altezza e lunghezza.
Tra i vari titoli (tra cui ricordiamo il famosissimo Super Metroid su SNES rimasto alla storia come “l’esperienza di Metroid perfetta”), è stato inevitabile anche qui il salto dalla bidimensionalità alla tridimensionalità: i titoli, quindi, passarono dalla sfera platform a quella in prima persona, evidente come varietà soprattutto nella trilogia dei Prime, che sono rimasti nella mentalità del videogiocatore soprattutto grazie alla profondità accentuata del gameplay, che si concentra sul combattimento e sul continuo scandagliamento degli ambienti in cerca di ciò che è necessario per progredire. Dopo l’uscita della saga su Gamecube, e poi su Wii, quella dei Prime fu seguita da un unico, ultimo ed effettivo titolo della serie, che canonicamente è stato definito come un declino della serie dai piu’ pessimisti.




Metroid: Other M è stato prodotto dal Team Ninja e rilasciato su Wii nel 2010. Il gameplay è effettivamente l’unico punto su cui il gioco, unanimamente, fu definito buono come seguito dei ben più ponderati Prime. Team Ninja ben pensò di giocare sul ritorno alle origini per conciliare il nuovo videogiocatore con il nostalgico, rimasto bloccato a Super Metroid. È qui, però, che il progetto si rivelò fin troppo ambizioso: Team Ninja lavorò con forza sull’inserimento di un carattere nella personalità vuota di Samus, per costruire attorno a lei un ambiente piacevole e apprezzabile, gestito da personaggi memorabili. Other M, purtroppo, fu assoggettato come punto di disprezzo e pecora nera della serie proprio a causa della trama tropo complessa, che riprendeva troppo da Super Metroid nel tentativo di approfondirlo, e si ricopriva del ruolo di seguito di quest’ultimo. Metroid si vide cadere per i videogiocatori più accaniti nel momento in cui venne annunciato, nel 2015, un nuovo seguito per Nintendo DS, chiamato “Federation Force”, che avrebbe dovuto aggiungere profondità a ciò che si trovava attorno a Samus.

Metroid
Samus ha rivisto luce nel picchiaduro Nintendo “Smash Bros.”, in cui ha avuto modo di apparire sia con la sua classica tuta che con la Zero Suit. Da: shoryuken.com

Cosa è rimasto oggi di Metroid? A parte Federation Force, ben poco: Samus è ormai, un po’ come Fox, Falco o Captain Falcon, un personaggio facente parte di una saga che ha avuto una buona serie di titoli, che sono stati abbandonati, o sono troppo di “nicchia” per essere apprezzati da una massa. Tutti i personaggi sopracitati sono presenti nel picchiaduro Nintendo “Smash Bros.”, ed è per questo che converrebbe tornare alla semplicità di un tempo, proprio per attrarre più gente e rendere contenti i puristi.

Dopo che Nintendo ha bloccato il remake fan-made “AM2R” (che riprendeva il gameplay dell’originale espandendolo)  c’è solo da sperare che ci sia, prima o poi, un vero e proprio ritorno alle origini della serie, in cui la semplicità era il movente dell’interesse del videogiocatore. 

 

Graziano Ferilli

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