Mezzi pubblici gratuiti in Lussemburgo

Sarebbe il primo Paese al mondo a farlo

Entro il 2020 trasporto pubblico gratis per tutti i 600 mila cittadini per ridurre traffico e inquinamento atmosferico

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Mezzi pubblici gratuiti entro il 2020 per tutti i 600 mila cittadini del Lussemburgo (parliamo dello Stato e non della capitale omonima) per ridurre il traffico e l’inquinamento atmosferico. Se ci riuscisse, sarebbe il primo Paese al mondo ad attuare una politica di questo tipo.




La situazione attuale e le prospettive future

Insieme alla riduzione della pressione fiscale e all’investimento in tecnologie ecologicamente sostenibili, la proposta del primo ministro liberale Xavir Bettel – che già quest’estate aveva reso gratuiti i mezzi pubblici ai minori di vent’anni – fa parte del nuovo programma promosso dal premier rieletto alle elezioni dello scorso ottobre. Essa parrebbe particolarmente sensata date le piccole dimensioni dello Stato europeo e per il contesto della capitale omonima, la cui popolazione è di 110 mila abitanti, ma ogni giorno viene raggiunta da ben 400 mila pendolari e lavoratori transfrontalieri, che peggiorano la già difficile condizione di traffico della città. L’intenzione sarebbe quella di modificare il modo di spostarsi dei lussemburghesi e degli stranieri rendendo completamente gratuito i biglietti del trasporto pubblico: dalla rete ferroviaria – che già collega tutti i centri urbani del Paese – ai servizi di autobus e tram, cosicché passare dal 17% attuali al 75% della popolazione che usa i mezzi pubblici.

I precedenti

Se in questo caso si tratterebbe del primo Paese al mondo, l’idea di rendere gratuito il trasporto pubblico in singole città non è nuova.

Nel 2016, durante la campagna elettorale delle primarie del centrosinistra per il candidato sindaco del comune di Milano, una candidata aveva fatto una proposta di questo tipo – mai attuata. Anche quest’anno, in Germania, era stata fatta una proposta simile.

Tuttavia, ci sono già città dove questa misura viene realizzata, anche se non sempre con successo.

A Dunkerque, in Francia, già da settembre di quest’anno gli autobus sono gratuiti per tutti i 200 mila abitanti della città e della zona circostante, con l’immediato effetto di un aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici. E, sebbene non ci siano ancor dati ufficiali su un eventuale miglioramento del traffico, sembra che tale soluzione a Dunkerque abbia funzionato.

Non si può dire lo stesso per la capitale estone. A Tallin, infatti, dall’1 gennaio del 2013 tutti i mezzi pubblici comunali sono gratuiti, rendendola l’unica capitale europea e la più grande città al mondo dove la misura è in vigore. Tuttavia, nonostante questi record positivi, secondo gli studiosi del Royal Institute of Technology di Stoccolma, il numero dei passeggeri nei mezzi pubblici a Tallin è aumentato del solo 3% rispetto al 2013.  Inoltre, data la lunghezza media di un viaggio, questa misura ha spinto gli abitanti a camminare o ad usare meno la bicicletta, invece di ridurre l’uso dell’auto – che era l’obiettivo principale.  Di conseguenza, non c’è stata nemmeno la sperata riduzione del traffico, che si concentra soprattutto nelle parti più centrali della città. Unico lato positivo è stato l’aumento delle corse dei bus nelle zone più povere della città che ha favorito l’inclusione sociale.

Una scelta conveniente?

Il Lussemburgo è tra i Paesi più ricchi del mondo, e azzerare i costi per gli utenti dei mezzi pubblici – i cui biglietti venduti coprono solo 30 milioni di euro del miliardo necessario per mandare avanti l’intero sistema di trasporti del paese – non sarebbe un problema per l’economia del Paese.

Eppure, molti esperti indicano la scelta come controproducente, e consigliano che l’unico modo pr invogliare gli abitanti ad usare di più bus o treni, sarebbe quello di aumentare i costi per l’uso delle automobili. Col rischio che, però, una scelta impopolare come questa generi proteste da parte dei cittadini, come hanno dimostrato i gilet gialli in Francia.

Domenico Di Maura

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