Mi chiamo Alex Zanardi e sono un pilota

Alex Zanardi è un pluripremiato pilota e un pluripremiato atleta paraolimpico, ma soprattutto è un esempio di passione e determinazione nella vita.

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” Mi chiamo Alex Zanardisono un pilota”.

2006, apertura IX giochi  paraolimpici invernali, Torino. Il Parigino esordisce così. Un verbo semplicissimo, ausiliare della nostra lingua. Una prima persona singolare che racconta molto, moltissimo del pilota bolognese. Un passo indietro.

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Il grande Alex Zanardi

Alex Zanardi è uno sportivo italiano di 50 anni. La sua è una carriera molto lunga, che comincia negli anni ottanta nei campionati di kart. Zanardi dimostra all’epoca una incredibile attitudine da pilota collezionando ottimi risultati. Conquista diversi titoli tra cui quello italiano ed europeo.

Tra fine anni ottanta e inizio novanta, passa in formula 3000. Qui ottiene ancora una volta degli eccellenti risultati mancando il titolo per un soffio. Giusto il tempo di ricevere i riconoscimenti dalla federazione e nel 1991 è già in pista con la formula 1.

Gli anni della formula 1 non son fruttuosi per Zanardi: nonostante dimostri talento e bravura, i risultati non arrivano. Problemi tecnici e difficoltà di ambientamento portano il bolognese a raccogliere un solo punto in quattro campionati.

Nel 1995 decide quindi di passare alla CART. Qui l’aria è diversa. Il vento è favorevole a Pineapple e in tre anni conquista due titoli e il Rookie of the Year.

Il ritorno in formula 1 nel 1999 è ancora un volta infruttuoso. 0 punti e tanta amarezza.

Due anni dopo torna in CART per ripartire e ritrovare motivazioni. Poi il Lausitzring.

Zanardi recupera ventidue posizioni e si ritrova primo. Una macchia d’olio o d’acqua sul circuito lo fanno sbandare. La sua vettura si intraversa nel circuito e viene colpita perpendicolarmente da un’altra auto. L’impatto provoca l’amputazione istantanea di entrambe le gambe al pilota bolognese.

Ce la fa? No, impossibile, non ce la può fare. Riceve l’estrema unzione e rischia di morire dissanguato. Viene portato via in elicottero, diretto all’ospedale di Berlino. Sei settimane dopo Alex Zanardi è ancora un pilota, esce dall’ospedale e ricomincia la riabilitazione.

A Bologna fa la sua prima apparizione pubblica durante una premiazione. Zanardi si alza in piedi provocando una standing ovation.

“Son così emozionato che mi tremano le gambe”, se ne esce così.

Torna sulle piste e negli anni successivi ottiene meravigliosi successi.

Negli ultimi quattro anni è diventato un atleta paraolimpico di altissimo livello. In cinque gare olimpioniche disputate ottiene 2 ori e due argenti. Ha conquistato inoltre otto titoli ai campionati mondiali su strada.

Qualche giorno fa, in una intervista a caldo dopo l’oro nella crono H5, Zanardi dice queste parole: “per riuscire a tirarlo fuori ( il proprio potenziale n.d.r.) occorre dedicarsi ad una attività che puoi davvero chiamare passione, perché se sei spinto solo dall’ambizione ad un certo punto ti stanchi“.

Alex Zanardi è un esempio, un uomo come ce ne sono pochi. Fortunato, dice lui, ad essere nato con quella positività. Determinazione e Passione lo hanno condotto dove è oggi. Un campione vero, di quelli che ce ne sono davvero pochi.

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