MiBACT L’arte ti somiglia campagna social per promuovere i musei

Il Mibact in campo per promuovere i musei italiani. I visi degli italiani d’oggi affiancati a quanti vennero ritratti e scolpiti dagli artisti del passato.

MiBACT l’Arte ti somiglia.

MiBACT. L'ARTE TI SOMIGLIA.
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“LArte ti somiglia”, “E’ parte di te”, “E’ il tuo patrimonio”.

MiBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, ha realizzato uno spot per promuovere i Musei Italiani. La regia del corto, intitolato “l’Arte ti somiglia” è stata affidata a Paolo Santamaria. Lo spot si basa sul gioco di somiglianze tra alcune opere dei musei e volti di cittadini. Cittadini qualsiasi che, in qualche modo, le evocano. D’impatto anche i messaggi che accompagnano le immagini.

Scopo dello spot è quello di incentivare la visita dei Musei Italiana da parte dei cittadini. Creare un rapporto attivo con l’arte, superando la concezione tradizionale. Considerando il visitatore come un semplice spettatore passivo, non ne stimola la curiosità contribuendo a rendere il Museo un luogo scarsamente attrattivo.

Dopo le Giornate Europe del Patrimonio (GEP), dedicate nel 2016 proprio a “cultura e partecipazione”, anche l’Italia dunque ha lanciato il suo spot. Invita i cittadini a specchiarsi nell’arte, per vivere, nei Musei Italiani, l’esperienza unica e preziosa. Riscoprire la cultura come parte di sé.

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Roma. Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea Albert Friscia, Ritratto d’uomo, 1936.

L’attività promozionale dei musei, in ambito internazionale, insiste infatti da tempo sul tema dell’appartenenza e della somiglianza tra i cittadini e il patrimonio culturale. Sottolineando l’affinità tra i visitatori e le opere d’arte come una base per nuove e più profonde modalità di fruizione. I destinatari della campagna sono tutti i cittadini, di qualsiasi fascia di età.

Il MiBACT l’ha realizzata per promuovere la visita di tutti i cittadini nei Musei Italiani. Il cuore della campagna è quella sensazione di fusione, di identificazione che le opere d’arte sanno stimolare in coloro che le ammirano. Di qui, l’invito a visitare le ricche collezioni dei Musei Italiani. Dove tutti possono sentirsi davvero parte di uno straordinario patrimonio.

Contenuto dei messaggi

Lo spot invita i cittadini a specchiarsi nell’arte. Per vivere, nei Musei Italiani, un’esperienza emozionante. Riscoprire la cultura come parte di sé. Lo spot vede alternarsi immagini di opere d’arte dei Musei statali italiani incentrate su volti umani e riprese video focalizzate sui volti di persone reali. La somiglianza nei tratti, nella posizione o nell’espressione rimanda al concetto di arte come parte di sé. Le immagini sono accompagnate da un brano a percussioni molto energico. Messaggi grafici che recitano: “l’arte ti somiglia, è parte di te, è il tuo patrimonio; visita i musei italiani”.

La cultura dell’arte ai tempi del digitale
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Pinacoteca di Brera

La campagna, che è promossa su tutti i social network del Mibact ha il suo cuore nel profilo instagram @museitaliani. E’ associata ad uno spot promozionale. Le campagne attuate dal MiBACT puntano in maniera sempre maggiore sull’utilizzazione del web. Come strumento di impulso per il patrimonio artistico italiano. Si cerca dunque di stare al passo coi tempi, sfruttando hashtag come #domenicalmuseo per divulgare le iniziative messe in atto. Lo scopo è quello di invogliare chiunque a godere di ciò che il nostro immenso patrimonio può offrire.

Con l’hashtag #lartetisomiglia, la sfida è quella di compiere una sorta di ricerca. All’interno dei vari spazi museali del nostro territorio. Trovare e immortalare delle rappresentazioni artistiche che siano in qualche modo simili a noi o a qualcuno di nostra conoscenza. Tutti possono così condividere le proprie foto con l’hashtag #lartetisomiglia, diventando parte integrante dell’iniziativa di divulgazione del MiBACT. Le somiglianze possono essere più o meno marcate, e ricercate in dettagli. Come espressioni, rughe, lineamenti, o sguardi: non importa esattamente cosa, l’essenziale è che si percepisca un accostamento fra l’arte e il singolo.

In questo modo quadri, sculture ed altre opere non vengono concepite come qualcosa di distante o parte di un mondo a sé. Dove tutto è ideale e distaccato. Ma come qualcosa di non lontano dal nostro essere e dai nostri giorni. Avviene dunque una sorta di fusione fra la persona e l’arte. Al punto che, nello scorrere delle immagini dello spot, divenga difficoltoso avvertire la differenza tra la rappresentazione artistica e la fisionomia dei personaggi odierni. Si creano così sintonie e dualità tra passato e presente. Rappresentazione e concretezza. Immaginazione e realtà. Le opere scelte per lo spot sono varie e di diversa natura.

Similitudini fra chi osserva e l’opera che gli sta davanti

L’Italia non è il primo paese ad aver colto e sfruttato la somiglianza dell’arte con i visitatori dei musei. In Giappone, a Chichibu, esiste un museo che accoglie solo ed esclusivamente pietre con sembianze di visi umani. E chiamato Chinsekikan (galleria delle rocce curiose, in giapponese). La condizione necessaria affinché queste rocce vengano esposte in questo spazio è che l’artista sia solo ed esclusivamente madre natura. Senza alcun tipo di intervento artificiale. Alcune di queste rocce sono state identificate con celebri personaggi: il neoeletto Donald Trump, Elvis Presley, il wrestler Antonio Inoki e Gorbaciov; altre invece non aspettano altro se non essere identificate con qualcuno.

L’arte è la maniera del senso, la circostanza a-temporale in cui si fruisce il modo essenziale del proprio rapportarsi alla bellezza. Che sia declinata in chiave mimetica o meno, in questo senso, ci rappresenta fedelmente.  E’ parte di noi come tensione asintotica all’apprensione estetica ed estatica di significati. Come presentificazione dell’assenza significante dell’essere in noi. In questo senso è “parte di noi”, “ci significa”, “ci somiglia”. Che avvenga nella bidimensionalità dell’estetica metafisica bizantina, nella purezza geometrica del canone architettonico rinascimentale, nella carnalità esagerata del pervertimento ontologico col quale Dafne si fa arbusto. Non possiamo che riscoprirci in quel senso dello spettacolo che è “per sè” ma che si fa sempre anche “per noi”.

Tra le opere scelte per rappresentare la ‘fusione’ tra i capolavori e i visitatori spiccano tra l’altro il ‘Busto di Caracalla’, inizi III secolo d.C, conservato a Napoli nel Museo Archeologico Nazionale.L’Autoritratto con figure (1593 circa) di Annibale Carracci custodito a Milano nella Pinacoteca di Brera. Il ‘Ritratto di Isa in abito nero’ (1935) di Giorgio de Chirico. Nello spot compare anche la villa dei Misteri, ciclo pittorico del Triclinio, degli Scavi di Pompei.

Cultura come strumento di dialogo fra i popoli

Il 1 gennaio 2017 l’Italia ha assunto la Presidenza di turno del G7 dell cultura e, nell’ambito delle iniziative programmate durante l’anno,è stato organizzato a Firenze il primo G7, in assoluto, dei Ministri della Cultura. Qui, dove tra la fine del Trecento e la metà del Cinquecento si ebbe un’eccezionale fioritura della letteratura, delle arti, delle scienze, qui dove nacque il Rinascimento, oggi prende il via una nuova consapevolezza della comunità internazionale nei confronti del patrimonio culturale. Tanti gli argomenti discussi che hanno messo a fuoco le grandi sfide che la comunità internazionale dovrà affrontare nei prossimi anni, tra cui l’importanza della cultura come strumento, non solo di ripresa economica, ma anche in quanto pilastro fondante della società.

Lo spot televisivo è in programmazione sulle reti televisive RAI dal 22 dicembre, e verrà riprogrammato nel corso dell’anno. La campagna è, inoltre, veicolata sul web e viralizzata sui social.
Fonte: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

 

Felicia Bruscino

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