Michael Jackson 10 anni dalla sua morte: nessun onore per il Re del Pop

Il Re del Pop che tutti amano ma che qualcuno vorrebbe dimenticare

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Michael Jackson 10 anni dalla sua morte. Il 25 giugno del 2009, a 50 anni, moriva il Re del Pop. Una morte arrivata inaspettata. Ma niente in onore del cantante: nessun concerto di commemorazione, nessun grande evento, nemmeno una raccolta celebrativa di successi.

Il 25 giugno 2009 si spegneva il Re del pop. Tanto amato ma anche brutalmente criticato, Michael Jackson è sempre stato un personaggio ‘divisivo’, conosciuto non solo per la sua musica, ma anche per il suo tormentato vissuto personale. A dieci anni dalla sua morte le voci sui presunti abusi su minori commessi in vita non sono ancora cessate, contrapponendo a più riprese i suoi fan ai suoi più accaniti detrattori e ponendo il grande pubblico di fronte alla spinosa questione dell’artista dietro l’opera.

“Leaving Neverland”

Dopo l’uscita del documentario “Leaving Neverland”, la memoria di Jackson è stata investita dalle accuse fatte da due uomini, James Safechuck e Wade Robson. Entrambi hanno spiegato di essere stati molestati e abusati da Michael Jackson quando erano bambini. La famiglia della popstar si è schierata dalla sua parte, in particolare la sorella Janet, che non ha mai voluto commentare le accuse. L’unica risposta da parte della famiglia è stata un’accusa, a sua volta, contro il documentario, bollato come un escamotage per ottenere denaro. E nonostante le recenti palate di fango gettate dal documentario siano state rimosse nel giro di poche settimane, gli schizzi delle nuove accuse di molestie sono rimasti a macchiare questo anniversario.

Gli onori che avrebbe meritato

Un anniversario che avrebbe meritato altro tipo di celebrazione perché, al di là di dubbi più o meno leciti sulla condotta morale nel privato di Michael, resta il lascito artistico di una delle stelle più luminose che il mondo del pop abbia visto nel secolo scorso. Una lucentezza che non si limita ai numeri da capogiro dei suoi album più famosi, di cui “Thriller“, tutt’ora album più venduto di sempre. Dichiara la sorella Janet Jackson in un’intervista:

Amo vedere i giovanissimi emularlo e gli adulti ascoltare ancora la sua musica. […] Ti fa capire l’impatto che la mia famiglia ha avuto nel mondo. Spero di non sembrare in nessun modo arrogante. Sto solo dicendo quello che è”.




Una vita piena di successi e orrori

L’importanza di Michael Jackson va al di là del suo essere fenomeno commerciale. Perché quel successo era il frutto di uno straordinario talento. Espresso come interprete, autore e ballerino, nel corso di una carriera che ha visto tutte le fasi possibili. Gli inizi da bimbo prodigio, le difficoltà del passaggio alla vita adulta, il successo straordinario fino ad arrivare sul tetto del mondo. E poi la caduta. Prima accennata, con i primi passi falsi quando ha voluto liberarsi della presenza tanto importante quanto per lui ingombrante, di Quincy Jones. E poi rovinosa, soprattutto a livello di immagine, con le accuse infamanti di pedofilia, i processi, le assoluzioni giudiziarie mai sufficienti a togliere dalla testa di molti il dubbio. Michael ha vissuto tutto al massimo, in maniera quasi parossistica. Trionfi e momenti bui. Con i riflettori dei media perennemente puntati addosso a lasciare ferite indelebili su un uomo tanto fragile e timido almeno tanto quanto era determinato e deciso.

La sua morte

Persino la sua morte è stata una tragedia consumatasi sotto gli occhi del mondo. Prima con il suo ritorno annunciato, diventato poi una cosa più grande di lui, impegno però al quale non volle sottrarsi. A costo di bruciare le ultime energie di un corpo ormai fortemente debilitato. E poi con un dottore messo alle sue costole per vegliarlo, che finirà per ucciderlo, con una dose sbagliata di anestetico chirurgico che Michael usava per dormire, perché i normali tranquillanti non bastavano più.

Michael Jackson 10 anni dalla sua morte

Oggi, dieci anni dopo, resta la fedeltà di chi lo ha amato e continua a farlo senza cedimenti. Siano i milioni di fan sparsi per il mondo, siano artisti che si sentono di difenderlo come fatto di recente da Madonna o Diana Ross. Ma ci sono anche quelli che tolgono targhe dalle scuole, radio che si rifiutano di trasmettere la sua musica, mostre a lui dedicate che vengono annullate. E i grandi network americani che preferiscono evitare di programmare speciali per ricordarlo in occasione di questo decennale. Per fortuna resta anche la sua musica che, quando anche l’ultimo polverone di polemiche e accuse si sarà depositato, sarà ancora lì a brillare intatta.

Andrea Cremonesi

 

 

 

 

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