Migranti, i pescatori di Zarzis danno una lezione di solidarietà

La nave C-Star non ha potuto fare scalo al porto di Zarzis a causa dell'inaspettata mobilitazione collettiva

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La nave C-Star, noleggiata dagli europei di Generazione identitaria per opporsi alle operazioni di salvataggio dei migranti, è stata bloccata dai pescatori di Zarzis. Concetto ribadito da Chamseddine Bourassin, presidente dell’associazione dei pescatori di Zarzis, una città a sud della Tunisia e a due passi dal confine libico: “I razzisti qui non entrano. Di qui non passano!” .

Il presidente, inoltre, ha voluto chiarire come coloro che hanno aderito alla protesta, sono gli stessi che da più di 15 anni salvano migranti in difficoltà e quindi si oppongono con tutte le loro forze a qualunque fenomeno di razzismo. I pescatori non approvano le azioni di chi riporta i migranti verso territori che detengono gli uomini in condizioni disumane e di chi ostacola le Ong che si occupano delle operazioni di soccorso, “solo per assicurarsi una chiassosa campagna di comunicazione”.




Per questi stessi motivi il Collettivo dell’Africa del Nord contro la nave razzista C-Star, riguardo un eventuale arrivo della nave, aveva richiesto l’intervento di “tutti gli attori della società civile, tutti i responsabili,  tutti i marittimi, i guardacoste, tutti i portuali,  tutte le parti interessate in Tunisia, Algeria, Libia ed Egitto, affinché si oppongano all’arrivo della nave C-Star in uno dei nostri porti, a impedire che entri nelle nostre acque territoriali e a rifiutarsi di trattare o comunicare con il suo equipaggio”.

Il comunicato del Collettivo si conclude con un chiaro messaggio rivolto alla C-Star: “Rigiriamo contro di loro lo slogan dell’operazione “Defend Europe” : che se tornino a casa, qui non sono i benvenuti! In Egitto, in Grecia e anche in Sicilia, gruppi di cittadini/e antirazzisti/e hanno già debellato i tentativi d’approdo della C-Star e ridicolizzato la sua propaganda. Si stanno avvicinando alle coste tunisine, allora facciamo la stessa cosa qui! “Defend Europe” – go home”.

Grazie al Collettivo, tutte le città presenti nella costa tunisina sono state informate così da creare un’opposizione civile ma solida per impedire lo sbarco degli “identitari”: un muro civile composto da Ugtt (sindacato tunisino), Ftdes (Forum economico e sociale) e la Lega dei diritti umanitari. Organizzazioni da cui ci si aspetta comunque una resistenza, discorso diverso per i pescatori che hanno sviluppato una propria rete interna così da organizzare un’opposizione continua: un costante passaparola telefonico tra i capitani per scambiarsi informazioni sui movimenti della C-Star.

Il Collettivo aveva chiesto una mobilitazione repentina al porto in modo da “impedire ogni tentativo di attracco e di rifornimento della nave anti-migranti e per mostrare loro il nostro disgusto nei confronti dei loro propositi e delle loro azioni”.

E così è stato: le imbarcazioni sono state decorate con dei palloncini colorati per evidenziare quelle che si adoperano per costruire una sorta di “muro” così da impedire l’accesso al porto. E alla fine l’impegno e la collaborazione sono servite visto che la nave C-Star ha scelto di non fermarsi al porto di Zarzis.

Dorotea Di Grazia

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