Settembre di morte per i migranti: 1 su 5 morto o disperso

Registrati circa 8,1 morti al giorno

Si può parlare di “effetto Salvini”?

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A Settembre il numero di sbarchi in Italia è drasticamente calato, a Lampedusa sono stati registrati meno di 1000 migranti. Ma i dati dell’ISPI mostrano il rovescio della medaglia: sono troppi i cadaveri nel Mediterraneo.

L’ultimo studio dell’ISPI (Istituto Per gli Studi di Politica Internazionale) mostra dati disastrosi: il tasso di mortalità dei migranti che tentano la traversata del Mediterraneo non è mai stato così alto. Si calcola addirittura che chi parte dalle coste libiche ha solo il 10% di possibilità di raggiungere sano e salvo l’Europa.

Secondo Matteo Villa, ricercatore dell’ISPI, il 70% circa dei migranti viene fermato dalle navi libiche e riportato indietro, il 20% risulta ancora disperso, il 10% non riesce a sopravvivere. Nel Mare Nostrum, negli ultimi 4 mesi, si contano quasi 900 persone tra morti e dispersi.




 

La critica delle ONG

Lo studio dell’ISPI analizza inoltre l’operato delle ONG (Organizzazioni Nazionali Governative) e del loro impatto sull’attività migratoria. In molti hanno mosso aspre critiche nei loro confronti affermando che le attività di salvataggio delle ONG incentivino i migranti a partire. I dati smentiscono questa correlazione e mostrano come le attività di salvataggio non influenzano i flussi migratori. Al contrario le ONG subiscono continue restrizioni che ostacolano la loro attività e rendono questi viaggi più pericolosi e mortali.

Si può parlare di effetto Salvini?

Premessa: non si tratta di una diretta correlazione causa-effetto. Tuttavia è innegabile che le scelte politiche messe in atto dal leader leghista hanno inciso sulla politica estera in tema di migranti. Lo studio ISPI ha infatti mostrato le differenze statistiche che esistono tra la situazione attuale e l’emergenza migranti degli ultimi 12 mesi: i morti erano circa 12 al giorno, ma a partire dalle coste libiche erano più 17000 disperati. Il calo delle partenze dalla Libia è da ricercare tra gli accordi tra Italia, UE, Libia e le milizie libiche sulla terraferma che tollerano (o addirittura gestiscono) il traffico di esseri umani.

Le scelte politiche estere di Salvini sono risultate contemporanee all’aumento dei cadaveri nel Mediterraneo: mera coincidenza?

Marco Giglia

 

 

 

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