Ungheria: i richiedenti asilo diverranno prigionieri

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L’Ungheria “sotto assedio” e i migranti assediati nei container.

Viktor Orbàn ritiene che l’Ungheria sia “sotto assedio” a causa dell’alto numero di migranti che tentano di attraversarla per giungere nel Centro-Nord Europa. L’Ungheria ha riservato fin da subito un trattamento molto duro nei confronti dei migranti. Il disprezzo e l’indifferenza trasmessa a parole hanno assunto fin da subito una concretezza sconcertante: cani rabbiosi per inseguirli nelle foreste, filo spinato per allontanarli, armi per impaurirli.

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Tutto questo, evidentemente, non è ritenuto essere sufficiente, così il Parlamento ungherese ha innalzato un’ulteriore barriera. Con 138 voti a favore, rientra in vigore una legge abolita solo pochi anni fa e che ha come obbiettivo quello di impedire il movimento dei migranti sul territorio ungherese, i quali saranno trattenuti in apposite aree.

I migranti verranno raccolti in container dove potranno fare domanda d’asilo e attendere l’esito, senza il permesso di spostarsi in altro luogo. Nel caso di risposta negativa, questi dovranno tornare in Serbia. Uomini, donne e persino i bambini verranno reclusi in questi spazi come prigionieri.

Varie ONG e l’Agenzia ONU per i rifugiati (Unhcr) hanno criticato questo provvedimento. L’Ungheria continua a muoversi al limite del diritto internazionale ed europeo, agendo spesso in violazione dei diritti umani.
Un trattamento criminalizzante e degradante produce effetti distruttivi sulla condizione fisica e psichica di queste persone. La loro dignità verrà violata e saranno relegati sempre più nell’illegalità e nel disprezzo generale.

Isolare così tante persone, senza alcun riguardo all’età e alle tutele di cui necessitano le donne è contro ogni principio e rispetto dell’essere umano e della salvaguardia dei suoi diritti.

La parola migrante viene sempre più legata a quella di clandestino, terrorista, criminale. Gli immigrati sono coloro che ci vogliono sottrarre i nostri diritti, il nostro benessere e la nostra sicurezza. Vogliono imporci le loro regole, le loro religioni, la loro cultura. “Vogliono solo macchine nuove, ragazze europee, bere alcol e provare droghe. Non sono refugees, sono criminali” (Intervista Le Iene a Lazslo Toroczkai, sindaco ungherese).

Molti però non considerano che spesso sono i comportamenti e le leggi promulgate in Europa a condannare all’illegalità migliaia di persone. Tutto a beneficio di trafficanti di esseri umani, mercati neri e della criminalità organizzata.

Radavoiu Stefania Ema

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