Migrateful: ricette che ricostruiscono vite

Siamo a Londra, e vi raccontiamo della straordinaria realtà del progetto Migrateful, che organizza corsi di cucina tenuti da rifugiati, migranti e richiedenti asilo provenienti da tutto il mondo. Ricette che ricostruiscono vite. 

Migrateful: scopriamo com’è nato e come si è evoluto

A causa delle barriere legali, linguistiche e sociali, trovare lavoro può essere estremamente difficile per molti migranti. E non essere in grado di provvedere a sé stessi e alle proprie famiglie ha effetti negativi significativi sull’autostima e sulla salute mentale. Così nasce Migrateful, nel luglio del 2017, dal dibattito tra donne rifugiate a Londra, all’interno del progetto Time Bank. Donne molto lontane da casa. Tutte donne qualificate.

Un giorno, alla domanda “quali abilità potreste condividere con il gruppo?” molte di loro hanno risposto che sapevano cucinare. Ed è stato in quel preciso momento che a Jess Thompson è venuta l’idea di Migrateful, con l’obiettivo di far entrare queste donne nel mondo del lavoro aiutandole a condividere le loro incredibili abilità culinarie.

Tutte le donne rifugiate erano altamente qualificate ma erano disoccupate perché le loro qualifiche non contano e non parlano molto bene l’inglese. Sono venute tutte in questo gruppo del Time Bank e volevano condividere le loro ricette perché quella era un’abilità che tutte loro avevano e gli era stata insegnata fin dalla giovane età.”

La missione

La missione di Migrateful è responsabilizzare e celebrare i rifugiati e i migranti vulnerabili nel loro viaggio verso l’integrazione, aiutandoli a tenere i propri corsi di cucina.

Oggi, ci sono persone di ogni ceto sociale che prendono parte al corso di cucina, che costa £ 35 per partecipare, dai manager del marketing ai registi. Gli chef vengono pagati £ 10 l’ora e il resto del denaro viene utilizzato per pagare l’attrezzatura, gli ingredienti, le spese di viaggio e la formazione degli chef.

Queste non sono solo ricette. Sono “ricette” che ricostruiscono vite.

Migrateful cerca di sostenere i migranti in diversi modi, dall’inserimento professionale con un reddito fisso a un’integrazione più generale. Per questo organizziamo per loro corsi di lingua inglese più approfondita. Ma soprattutto gli diamo fiducia”

spiega la fondatrice, Jess. Infatti, condividendo la tavola, ci si ritrova sempre più vicini di quel che si crede. È un luogo di vitale scambio culturale: la cucina è solo il pretesto per un incontro di saperi e di rapporti molto più ampio. Migrateful dà la sensazione di far parte di una famiglia, cosa che a queste persone mancava da tempo.



Chi sono gli Chef di Migrateful

Migrateful conta, oggi, chef provenienti da oltre 20 Paesi diversi, ognuno con le sue competenze, conoscenze e ricette uniche. Ecco alcuni di loro.

Habib Sedat, che è riuscito a sfuggire ai talebani, usando il cibo come strumento per sopravvivere nell’esercito afghano, nel campo profughi di Calais fino ad arrivare a Londra.

Majeda, invece, è stata incarcerata dal governo siriano per aver contribuito a nutrire le persone le cui case erano state bombardate durante la guerra. È riuscita a fuggire dalla Siria e la cucina è il suo modo per proseguire con l’attivismo politico, anche in esilio.

Elizabeth, chef nigeriana che ha lasciato una carriera di successo in Nigeria per venire nel Regno Unito con le sue sorelle dopo la morte della madre, e ha aspettato 8 anni il permesso senza nessun sussidio. Ed Elahe, una psicologa qualificata, che tuttavia non è in grado di trovare un lavoro poiché il Regno Unito non riconosce le sue qualifiche. Ha anche lottato con la barriera linguistica, qualcosa che ha superato grazie alle lezioni di cucina di Migrateful.

Un crocevia continuo di persone che vanno e vengono, e che qui troveranno sempre una porta aperta.

Quando mi sento depressa, devo essere in cucina. Voglio tornare a casa e ricostruire la Siria il prima possibile. Ma mentre sono qui, il cibo è uno dei modi migliori in cui posso aiutare il mio paese, per ricordare alla gente la grande cultura della Siria.

dice Majeda, mentre guida i suoi studenti, insegnando ad alcuni il modo migliore per carbonizzare una melanzana, ad altri l’uso della melassa di melograno.



Questa è la teoria del cambiamento

Il cibo ha davvero poteri magici per riunire persone con storie ed esperienze così diverse?
L’obiettivo principale di Migrateful è l’integrazione e l’istruzione. Tutti hanno qualcosa da imparare e tutti comunicano, questo crea un’atmosfera davvero dinamica. Celebrare le culture dei migranti e incoraggiare persone di ogni estrazione sociale a mescolarsi ha il potenziale per aumentare la felicità nelle nostre società, sempre più multiculturali, e sempre più complesse.

Quindi, più riusciremo a mescolare le persone, più felice sarà la nostra società. Dalla prospettiva del “pubblico”: pregiudizi ridotti, ambiente più accogliente, minore divisione nella società; dal punto di vista degli chef-migranti: occupazione a tempo indeterminato, ridotto isolamento, aumento del benessere.

Migrateful: questa è la teoria del cambiamento.

Ps: io sono figlia di una grande cuoca e, credetemi, la cucina ha davvero poteri magici.

Giulia Chiapperini

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