Milano: “Ha chiesto se ero un leghista e ha estratto un’ascia”

La spirale di violenza che sta invadendo il nostro paese non si ferma. E se la politica fosse solo il pretesto per un odio cieco?

Foto da newnotizie.it
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Milano, 5 marzo. Un giorno un po’ movimentato in via Bellerio dove vi è una sede della Lega. All’interno c’era fermento per lo spoglio delle schede delle recenti elezioni ed era presente anche il candidato alle regionali per il centrodestra Attilio Fontana.

Secondo una prima ricostruzione, un dipendente di Radio Padania stava facendo rientro a casa intorno alle ore 16, dopo il turno di lavoro, ed è stato fermato da un passante che gli ha domandato se fosse un leghista. Alla sua risposta affermativa pare che l’uomo abbia estratto un’arma da taglio, un’ascia per la precisione, minacciando il militante del Carroccio non solo agitando l’arma, ma anche verbalmente, ricoprendolo di insulti come: “Leghista di mexxa!”




Precedenti per droga

Fortunatamente l’episodio si è concluso senza morti ne feriti, ma solo con un grande spavento. L’aggressore è un italiano di 54 anni già noto alle forze dell’ordine. È stato fermato e sul luogo dello ‘scontro’ è stato rinvenuto un coltello con una lama di circa 5cm. Non è stata trovata in loco l’ascia di cui hanno parlato alcuni testimoni.

La prudenza è d’obbligo, prima di politicizzare in un senso o nell’altro l’episodio. Pare che il fermato, Roberto P., abbia dei precedenti per droga. Nella perquisizione avvenuta dopo il fatto presso la sua abitazione che si trovava a poca distanza, sono state rinvenute altre armi da taglio tra cui sembra anche l’ascia incriminata e circa 30 grammi di hashish.

La strumentalizzazione dell’Odio

Quello che va però osservato, al di là del colore politico ( quale, vien da dire oramai…) è la violenza che dilaga.

Un odio incontenibile che sfocia sempre più spesso in atti folli: come dimenticare, solo poche settimane fa, l’episodio di Macerata dove, al contrario di ciò che è avvenuto in via Bellerio a Milano, il protagonista (in negativo) è stato proprio un militante della Lega Luca Traini, 28 anni, originario di Tolentino delle Marche.

Quando è stato bloccato dai carabinieri Traini è stato trovato in possesso della pistola con cui aveva sparato su persone inermi solo perché di colore. 

Queste storie ricordano un po’ gli esiti elettorali degli ultimi giorni: nessuno vince davvero. Ed a perdere (la vita, la dignità, il sorriso, il benessere, la fantasia, la speranza, il lavoro) siamo sempre e solo noi comuni mortali, chiamati a votare per cercare di riprenderci un Paese. Il Bel Paese affamato che nel mentre sembra essere invaso solo da Odio.

Marta Migliardi

 




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