Milano Pride 2021, le luci del Family Day si spengono per le lotte LGBT

Nel gennaio 2016 in occasione del Family Day sono state accese le luci degli uffici del Pirellone. Cinque anni dopo il consiglio regionale lombardo respinge la mozione proposta dalle minoranze per un gesto di vicinanza contro le discriminazioni in occasione del Milano Pride 2021.

La discussione in aula

Una “carnevalata”, così commenta il leghista Bastoni in riferimento al Milano Pride 2021. Questa una delle tante reazioni a seguito della mozione avanzata da M5S, PD e Azione. La proposta prevedeva l’illuminazione del Pirellone con i colori dell’arcobaleno al fine di dimostrare simbolicamente il sostegno da parte di Regione Lombardia alle lotte contro ogni tipo di violenza e a tutela dei diritti civili.

Nonostante gli innumerevoli appelli da parte della minoranza, il centrodestra non ha ritenuto necessario compiere tale gesto, macchiando di luoghi comuni la discussione in aula. Le dichiarazioni della consigliera Beccalossi, ex FdI, ne sono una prova:

Non vedo l’esigenza ma vedo una posizione molto radical chic di promuovere quella che in realtà è una festa, spesso anche volgare

Lombardia, non tutti trovano spazio

La consigliera Bocci (PD) ricorda come il Pirellone venga illuminato “per molte altre ricorrenze di ogni genere”. Noto alla cronaca è sicuramente quanto avvenuto nel 2016: Regione Lombardia si schierò apertamente a favore del Family Day, illuminando il palazzo che ospita l’assemblea regionale. Le associazioni a tutela dei diritti civili scesero in piazza per protestare contro la giunta, rea di schierarsi contro le minoranze.

Il centrodestra lombardo si dimostra nuovamente vicino a idee di famiglia e vita contro i diritti delle persone LGBT. Lapidarie le dichiarazioni a fine seduta del consigliere Verni (M5S):

Il centrodestra non è in grado nemmeno di fare un gesto simbolico e positivo per le persone gay, lesbiche e trans. Purtroppo nel centrodestra prevale una mentalità retrograda e bigotta. Altro che Lombardia dinamica, eccellente e veloce: questa regione è capace solo di esprimere una cultura buona per un’Italietta anni Venti, intrisa di moralismo e di inutile perbenismo. Il pride è una manifestazione di libertà e diritti. Il centrodestra dovrebbe prenderne atto.

In Italia vi sono oggigiorno episodi di violenza e discriminazione omofoba. La mancata vicinanza da parte delle istituzioni ad eventi volti a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla richiesta di tutele di determinate categorie sociali si fa sempre più evidente, soprattutto in Lombardia. La giunta regionale ha una simpatia per idee che considerano la famiglia e la vita in una logica meramente ultracattolica, escludendo e ghettizzando ciò che è ritenuto diverso.

Matteo Abbà

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