I residenti in via Poerio insorgono: “Milano non è Cinecittà”

Oltre a tremila set cinematografici allestiti negli ultimi sei anni

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Milano – Negli ultimi sei anni la metropoli lombarda ha ospitato oltre a tremila set cinematografici tra le sue strade. Stando ai dati forniti dal Comune di Milano le autorizzazioni richieste per poter filmare aumentano esponenzialmente : da 437 nel 2012 sono passate a 614 nel 2018. Numeri importanti per una città in continua crescita, ma non sempre la convivenza tra la troupe e i residenti è tutta rose e fiori, un esempio è il caso di via Poerio, zona Porta Venezia. 

A cura del Corriere della Sera

Sempre più registi si vogliono cimentare nella titanica impresa di immortalare tramite immagini la bellezza magnetica che questa città racchiude.Tra i luoghi prediletti, oltre a Piazza del Duomo, simbolo indiscusso della “Milano da Bere”, figurano la Galleria, Palazzo Reale, la Stazione Centrale, ma anche interi quartieri. Più di trenta inquilini abitanti in via Poerio si sono lamentati e hanno deciso di firmare una petizione diretta al Comune e alla Polizia Locale perchè stanchi dei continui disagi. Come si legge dalla lettera di lamentele inviata in questi giorni:

“Milano non è Cinecittà. Da tempo nella nostra via, viene concesso l’uso del suolo pubblico per la sostata di mezzi utilizzati da troupe cinematografiche impegnate in riprese in un appartamento privato. Questo determina lo stazionamento di grossi automezzi nella prima parte della via su entrambi i lati dalle prime ore della mattina a sera inoltrata impedendo la normale sosta ai residenti. Inoltre alcuni mezzi mantengono il motore accesso per alimentare generatori di corrente necessari per le riprese. Ciò comporta l’emissione di fumi persistenti e un rumore continuo che si aggiunge a quello causato dalla troupe.”

Gli inquilini in via Poerio, insomma, sono stufi dei continui inconvenienti e si lamentano che queste circostanze scomode da episodiche siano diventate, negli ultimi tempi, sempre più frequenti ed invasive da limitare il quieto vivere nel quartiere. Molti di loro, infatti, specialmente chi abita ai primi piani, è costretto a tenere le finestre sempre chiuse a causa dei rumori e dell’inquinamento. Talvolta questi progetti cinematografici si protraggono oltre ai limiti consentiti dall’autorizzazione e spesso non vengono sanzionati dai vigili.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso e ha scatenato le ire dei residenti in via Poerio sono state le recenti riprese per un film in un appartamento lì vicino. Per l’occasione, infatti, il tratto da via Bixio a piazza Fratelli Bandiera era stato chiuso ed allestito a set cinematografico per più di una settimana. Grossi camion stazionavano per strada impedendo la giusta viabilità delle macchine. Nonostante i vari tentativi nel venire incontro ai vicini, la proprietaria dell’abitazione ammette che la produzione di questo film è stata eccessivamente invasiva, un evento che sicuramente non si ripeterà.

“Capisco il disagio collettivo anche se è per 15-20 giorni l’anno e mi sto attivando in tutti i modi per trovare soluzioni. Vorrei aumentare con allacci temporanei la potenza del mio contatore per mitigare la presenza del cinemobile, il camion che, per le produzioni più “pesanti” alimenta fari e cineprese. Alle troupe impongo sempre lo stop alle 22. A livello condominiale ho proposto di coprire alcune spese comuni. Una sorta di risarcimento per il disturbo. Sono le case di produzione, che ci cercano principalmente per girare spot, a richiedere l’utilizzo del suolo pubblico. Noi affittiamo solo il nostro appartamento. Una fonte di reddito irrinunciabile per la nostra famiglia”.

 

 

Silvia Barbieri

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