Roma, bimba di tre anni salvata dal mini-cuore artificiale

Autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration

L’intervento di mini-cuore artificiale è stato eseguito al Bambino Gesù di Roma. Il dispositivo evita l’ospedalizzazione dei piccoli in attesa di trapianto.

mini-cuore artificiale
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L’impianto di un mini-cuore artificiale delle dimensioni paragonabili a quelle di una batteria stilo, ha salvato la vita di una bambina di tre anni ricoverata all’ospedale pediatrico di Roma Bambino Gesù. L’Intervento è stato eseguito dalla equipe del cardiochirurgo Antonio Amodeo. Le condizioni della bambina, spiegano dall’ospedale, sono buone ed è in attesa del trapianto. Per l’utilizzo del dispositivo, una pompa cardiaca miniaturizzata (l’Infant Jarvik 2015), la struttura sanitaria della Santa Sede ha ottenuto l’autorizzazione straordinaria dalla Food and Drug Administration e dal Ministero della Salute Italiano.




Finora, spiega Antonio Amodeo, è stato disponibile un solo modello di cuore artificiale che da una lato faceva registrare il 70% di sopravvivenza, dall’altro non permetteva le dimissioni a casa dei pazienti. A differenza dei modelli paracorporei, il mini-cuore artificiale impiantato nella bambina è un modello interamente toracico alimentato da una batteria esterna. Il vantaggio di questo dispositivo è quello di non obbligare i pazienti all’ospedalizzazione fino al momento del trapianto: è realizzato, infatti, per supportare la circolazione di pazienti a partire dagli 8 chili di peso e fino a un’età di circa 10 anni



La bambina affetta da miocardiopatia dilatativa, aveva già subito l’impianto di un Berlin Heart, un cuore artificiale paracorporeo. Successivamente, per un recupero della funzione cardiaca, era stata tentata la rimozione del Berlin Heart senza ottenere alcun risultato.  A quel punto, la sola opzione terapeutica salvavita era rappresentata dall’Infant Jarvik 2015, unica pompa intratoracica con alimentazione tramite un cavo addominale.




Nei prossimi mesi negli Stati Uniti partirà il clinical trial per il dispositivo. Il Bambino Gesù sarà capofila per il progetto europeo per l’ottenimento del marchio CE. Il dispositivo è stato sviluppato con i fondi del National Institute of Health statunitense all’interno del programma PumpKIN (Pumps for Kids, Infants, and Neonates), promosso dal National Heart Lung and Blood Institute.

Alessandra Serratore 

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