Aumento dell’Iva: arriva la conferma del Ministro Tria

Dopo il continuo tira e molla è arrivata la conferma del Ministro Tria. Senza alternative il governo sarà costretto ad effettuare l’aumento dell’Iva e delle accise per il 2020 e 2021.

Da giorni era nell’aria. Oggi è arrivata la conferma. Il Ministro Tria è stato ascoltato dalla Commissione di Bilancio di Camera e Senato riguardo al Documento di Economia e Finanza (Def) elaborato dal governo ed ha confermato quanto temuto. Stando alle clausole di salvaguardia, per il biennio 2020-21 è previsto l’aumento dell’Iva dal 22 al 25,2%. Non solo, anche le accise sono destinate ad aumentare.

L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha confermato che la prossima manovra finanziaria dovrà trovare 25 miliardi di euro per impedire tale aumento, un’impresa quasi impossibile stando ai dati attuali. Nonostante i proclami dei mesi precedenti, e nonostante il Ministro Tria abbia cercato di trovare delle alternative, sembra proprio che il futuro economico del nostro paese non sarà roseo.

Riguardo all’abbassamento delle stime di crescita, il Ministro Tria ha affermato che il Governo non è stato troppo ottimista, ma che le revisioni sono state rese progressivamente necessarie in base all’andamento della crescita europea, inferiore alle attese. È importante però tenere a mente che l’Unione Europea non è in recessione.

Neanche l’Italia lo è, ha aggiunto il Ministro Tria, nonostante la recessione tecnica dell’ultimo trimestre dello scorso anno. Secondo gli obiettivi stabiliti del Def, la legge di bilancio del prossimo anno continuerà il processo di riforma dell’imposta sui redditi, la cosiddetta “flat tax”, e di semplificazione del sistema fiscale per ridurre il carico nei confronti del ceto medio.




Al Ministro Tria ha replicato immediatamente Di Maio: “Deve essere chiaro. Finché il M5S sarà al governo non ci sarà nessun aumento dell’Iva, al contrario. L’obiettivo è ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese. Serve la volontà politica. Noi ce l’abbiamo. Mi auguro ce l’abbiano anche gli altri. Fermo restando che ci sono già soluzioni sul tavolo volte ad evitare un aumento”. Anche Salvini ha smentito Tria, ma l’aumento dell’Iva nel Def rimane.

Difficile immaginare come il Ministro Tria possa attuare la riforma dell’imposta sui redditi senza causare l’aumento dell’Iva, dal momento che sarà proprio la “flat tax” a causare tale aumento. Se il Ministro Tria non dovesse sfoderare una “bacchetta magica”, sarà inevitabile un incremento dei prezzi. Secondo le stime, tale aumento si tradurrà in un ulteriore riduzione del Pil, compresa tra lo 0.3 e lo 0.4% (dovuta alla riduzione dei consumi). Forse si riferiva a questo il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, quando dichiarò che “il 2019 sarebbe stato un anno bellissimo” … Certo, soprattutto se paragonato a quelli successivi.

Matteo Taraborelli

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