Il Modena Fc 1912 verso la radiazione

Il passaggio di proprietà da Caliendo a Taddeo ha peggiorato la situazione del club

Fonte immagine: tuttomodenaweb.it
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Una piazza importante del calcio italiano è un passo dalla radiazione. Infatti proprio in queste ore a Modena si stanno vivendo ore difficili, per via della situazione del club emiliano.

Ma andiamo per gradi. Circa venti giorni fa, il Modena è stato “sfrattato” dallo stadio Braglia per gravi inadempienze (affitto non pagato) e la conseguenza è stata la sconfitta a tavolino per 0-3 con il Mestre. Un episodio che naturalmente ha scatenato l’ira dei sostenitori gialloblu (già esasperati visto che la situazione deficitaria si protrae da parecchio), che hanno fatto irruzione nella sede della società ed hanno provato ad aggredire l’ormai ex patron Antonio Caliendo.

In seguito a questo episodio il noto agente Fifa ha deciso di passare la mano e al suo posto è subentrato Aldo Taddeo, in passato presidente del Varese, il quale però non si sarebbe voluto accollare il pagamento degli stipendi arretrati (visto che aveva stipulato un concordato preventivo e quindi avrebbe dovuto ottenere l’autorizzazione dal tribunale), ma solo di quelli di questi ultimi mesi.

I giocatori dal canto loro non hanno accettato la “proposta” e non hanno voluto sentire ragioni proseguendo la loro battaglia legale. Taddeo quindi ha deciso di tirarsi indietro, non pagando l’affitto dello stadio Braglia (era atteso l’altro ieri dal sindaco in Piazza Grande per la consegna dell’assegno per riaprire la struttura modenese) e certificando di fatto la fine del Modena Fc 1912.

Taddeo nel frattempo è già ritornato nella sua Varese e ha detto la sua in merito a questa incresciosa vicenda: “Vorrei che la città capisse che ero in buona fede, che ci ho provato fino alla fine e che i soldi c’erano. Non riesco a capire la posizione della squadra. Sono mortificato, pensavo di farcela, ma adesso basta, con il calcio ho chiuso“.

Spiegazioni vane agli occhi dei tifosi canarini, ormai rassegnati al fallimento della loro squadra dopo ben 105 anni di storia, di cui 13 in Serie A e 50 in Serie B.

Dunque ancora una volta, come già accaduto con il Parma o con altri club che sono caduti nel baratro, le istituzioni non hanno preso una posizione, lasciando sparire piazze gloriose del nostro panorama calcistico.

Antonio Pilato

 

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